Medaglioni

Il caso letterario del palermitano Edoardo Cacciatore è ancora tutto da aprire e con un capitolo a parte nella storia della Letteratura italiana (ed europea) di autori siciliani.
Con Michele Perriera (Palermo 1937 – Cefalù 2010) abbiamo avuto lunga amicizia e stima; da tale sodale continuità rimane testimonianza nella ristampa de Il romboide con i tipi di Prova d’Autore di cui siamo consiglieri editoriali fin dalla fondazione.
Con Domenico Bruno (Partanna 1923 – Palermo 1996) abbiamo avuto cordiale amicizia fin dal primo anno della fondazione del Premio internazionale Mondello a opera di Francesco Lentini.
Su Federico De Maria (Palermo, 21 luglio 1883 – Palermo, 1º aprile 1954) si potrebbe aprire un capitolo a parte in merito alle contraddizioni del suo “esser futurista” e alle conseguenze,
Una parola, e conseguente qualifica per l’intellettuale e poeta, odiata dal destinatario Angelo Maria Ripellino (Palermo 1923 – Roma 1978) era quella di “slavista”.
Giuseppe Quatriglio (Catania 1922, Palermo 2017) ha iniziato da giornalista collaborando con quotidiani e rotocalchi, ma è stato anche fotografo negli anni di permanenza in America.
Si potrebbe scrivere una storia d’amore di singolare effetto per realizzarne una fiction sulla vita e le opere della scrittrice palermitana Livia De Stefani (Palermo, 1913 – Roma 1991).
Ancora una volta un medaglione col quale tentiamo di ricordare una spiccante personalità di intellettuale, narratore e saggista siciliano, che nato nell’Isola (Palermo 1926) è poi deceduto lontano dalla città delle proprie origini (Roma, 17 marzo 1990).
Diverse coincidenze hanno contribuito a far procrastinare studi adeguati a tramandare memoria della figura e delle opere letterarie del monrealese Giovanni Maria Comandé (Monreale 1882 – Roma 1933).

Luigi Natoli, il più grande romanziere siciliano

Mercoledì, 22 Gennaio 2020 02:57 Scritto da
La straordinaria produzione di romanzi storici e altri di fantasia del palermitano Luigi Natoli, che firmava le proprie opere con lo pseudonimo di William Galt (Palermo 1847, ivi 1941) non trova l’uguale in nessuna altra regione d’Italia.