Medaglioni

Nato a Ciminna nel 1889 e morto a Palermo nel 1965, il sacerdote Filippo Meli ha continuato a celebrare riti paralleli alla sua missione religiosa col dedicarsi allo studio, all’insegnamento della Storia dell’Arte e al recupero di opere d’arte con riscoperta di artisti del passato, come per l’eccellente caso del Serpotta.
Probabilmente la memoria del barone Enrico Piranio di Mandralisca (Cefalù 1809 – ivi 1864) sarebbe rimasta a quanto offrono i preziosi suoi lasciti e l’intero museo che gli è dedicato nella città natale, se non fosse intervenuta autonoma,
Paolo Schicchi (Collesano, 1865 – Palermo, 1950) è stato un anticlericale e anarchico individualista con tutta una sua storia che per certi momenti potrebbe essere ritenuta leggendaria e si deve aggiungere che comincia proprio da quando,
Vito Graziano, (Ciminna, Palermo, 1864 – 1942) è stato medico, storico della propria città e anche giudice conciliatore;
Carmine Papa (Cefalù 1806 – 1891) spesso citato come “Il poeta zappatore” merita l’aggiunta di altre qualifiche perché nei suoi versi tra ironia e resoconto di esperienze personali c’è una costante proposta moralistica.
Il padre di Saverio Ciofalo, originario di Termini Imerese, esercitava la funzione di giudice regio a Polizzi Generosa quando, ultimo dei quattro figli, nacque nel 1842, quello che sarebbe diventato un geologo, archeologo-paleontologo di chiara fama nazionale.
La operatività culturale di Cristoforo Grisanti (Isnello, 1835 – Ivi 1911) potrebbe essere il modello da proporre a quanti oggi in Sicilia si interessano, operando con autentico amore e impegno, per la salvaguardia e rivalutazione dello sterminato patrimonio di tradizioni,
Genio eclettico sensibile a quanto il momento epocale prospettava, Baldassarre Romano (Termini Imerese 1794 – 1857) è passato alla storia per i suoi interessi di studioso, operatore di archeologia e meriti legati alle scoperte che in tale settore lo hanno reso celebre.
Per Domenico Portera (Cefalù 1932 – Iv i 2006) converrà dire subito che appartiene a quella eletta categoria di persone per le quali è consentito affermare che hanno vinto la partita con la fortuna scommettendo tutto sulle proprie doti di ingegno, intelligenza e tenacia.
Il caso di Francesco Minà Palumbo, Castelbuono (Palermo 1814, ivi 1899), che definiamo subito di genialità scientifica e sorprendente singolarità di precursore nel suo poliedrico impegno (oltre quello saliente di medico e botanico di chiara fama),