Termini Imerese, rischio distacco massi dalla parete rocciosa nella zona del porto

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C’è un reale rischio di distacco di massi dalla parete rocciosa in viale dei Re d’Aragona nella zona portuale di Termini Imerese in quelle che furono delle antiche cave. Ubicate dirimpetto gli odierni uffici doganali, sin dagli ‘80 dell’Ottocento furono utilizzate soprattutto per fornire materiali lapidei per la costruzione della diga foranea o molo di sopraflutto, realizzata a gettata di massi. Dopo la loro definitiva chiusura, agli inizi degli anni ’50 del secolo scorso, in un settore marginale del piazzale a servizio della cava, antistante al lido, sorse lo stabilimento O.L.I.S. per la produzione industriale di olio. La chiusura di questa attività, contribuì decisamente al totale abbandono dell’area che andò incontro ad un notevole degrado ambientale.

Nel corso dei decenni, i versanti delle ex cave, che si connotano per l’elevata pendenza e per l’assenza di gradoni, sono andati incontro ai consueti processi di degradazione prodotti  dagli   agenti atmosferici. L’estremizzazione di tali processi, accentuata dalla notevole variabilità   climatica dell’ultimo cinquantennio, ha provocato, sia un aumento dell’erosione concentrata, in corrispondenza delle rocce calcaree più erodibili, sia un ampliamento delle fratture esistenti nei corpi lapidei (sia naturali, sia legate all’attività estrattiva).

Ciò ha provocato il progressivo allentamento di alcuni elementi rocciosi, alcuni dei quali  di grosse dimensioni, con il conseguente pericolo di un loro rovinoso distacco. Appare quindi urgente la messa in sicurezza di alcuni settori di tali versanti rocciosi, al fine di scongiurare l’innescarsi di possibili eventi di distacco e caduta di corpi rocciosi, anche voluminosi, che potrebbero creare seri danni in termini economici ed umani.