Lo ha deciso la Cedu, la Corte europea dei diritti umani.
E' lecito usare le immagini di Gesù e Maria su poster e web per pubblicità. La corte di Strasburgo ha così "assolto" un manifesto di un'azienda lituana condannata nel suo paese per aver "offeso la morale pubblica", per avere usato immagini religiose per vendere vestiti (nella foto). Secondo la Cedu, invece, la multa inflitta dai giudici lituani ha violato il diritto alla libertà d'espressione dell'azienda. I fatti risalgono al 2012, quando una società lituana che produce vestiti lancia una campagna pubblicitaria utilizzando la foto di un uomo e di una donna conciati come se fossero Gesù e la Madonnna, ma in chiave moderna (jeans e tatuaggi per lui, vestito bianco e collana di per lei), con frasi come: "Gesù, che pantaloni!", "Cara Maria, che vestito!". La pubblicità ha generato proteste e polemiche, finendo davanti ai giudici, che hanno condannato l'azienda ha pagare una multa per offesa alla morale pubblica, condanna oggi cassata dai colleghi di Strasburgo.
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Il console della Repubblica della Lituania per la Sicilia ha visitato Petralia Soprana. L’avvocato Alessandro Palmiggiano ha ammirato le bellezze del centro storico e si è incontrato con l’amministrazione comunale. Ad accoglierlo il vice sindaco Francesco Gennaro e gli assessori Leonardo La Placa e Rosario Lodico, il comandante della stazione dei carabinieri il maresciallo Gaetano Frugolino e il vice parroco Don Salvatore Spagnuolo.

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