In Cattedrale a Cefalu la “voce per la pace” di Noa

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La sera del 23 dicembre 2025, ha segnato un momento memorabile per la Basilica Cattedrale di Cefalù che ha aperto le proprie porte alla cantante Noa con il concerto “una voce per la pace”, una serata promossa dal Servizio Pastorale Famiglia della Diocesi di Cefalù all’interno del programma della “Via dei Presepi 2025”.

Un monumento la cui genesi storica ne fa per il mondo intero un simbolo di coesistenza tra culture diverse, ha ospitato un evento fatto di musica, spiritualità e impegno civile, con l’esibizione di un’artista riconosciuta a livello internazionale come attivista a favore della pace (Noa è dal 2005 Pellegrino della Pace dell’Ordine Francescano di Assisi, dal 2003 Ambasciatrice di Buona Volontà della Fao ed è stata nominata Artista per la Pace dall’Unesco).

La cantante israeliana ha rivolto al pubblico di Cefalù degli spunti di riflessione in musica, per riscoprirne la forza come linguaggio universale capace di avvicinare e costruire la pace.

Per la sua storia personale e per il suo percorso artistico, Noa, nata a Tel Aviv da genitori ebrei yemeniti e cresciuta a New York, è considerata un simbolo del dialogo tra Occidente e Medio Oriente, La sua produzione mescola da sempre la tradizione yemenita natia e quella ebraica, pure considerata naturalmente autoctona, con altre suggestioni etniche, con la musica di genere classico e con il jazz.

La cantante si è cimentata nell’ arco della sua carriera con pezzi scritti da Rosa Balistreri, con la canzone napoletana dell’800 e primo ‘900, con Il folk di Joan Baez, di Paul Simon, di Antonio Carlos Jobim. In Italia ha collaborato con molti artisti tra cui spicca il premio Oscar Nicola Piovani, del quale ha portato al successo la celeberrima Life Is Beautiful (colonna sonora del film “La Vita è Bella”) nel.1999.

È davvero difficile inquadrarne in modo netto la figura e dire di Noa se non che rappresenta un  autentico e formidabile ponte tra mondi e culture diverse.

Sicuramente dotata di una voce inconfondibile, capace di comunicare le emozioni a prescindere dalla lingua usata nel canto, Noa è unica anche per il modo di stare sulla scena, caratterizzato da una presenza magnetica e una grazia rara, retaggio dei corsi di danza seguiti alla scuola di danza di Martha Graham.

Più che una semplice cantante Noa è una performer eccezionale, che ha prestato le sue qualità e la sua popolarità alla causa della pace e della tolleranza fra i popoli.

Durante il concerto cefaludese, invitando il pubblico al grande evento in preparazione a settembre 2026 nella città di Firenze, altro luogo simbolo della cultura mondiale, Noa ha affermato una volta di più che la pace deve essere un obiettivo nel breve raggio. Ogni occasione di costruirla deve essere accolta come un impegno da ciascuno. Così  donne e uomini di nazionalità che si sono sempre scontrate canteranno e pregheranno insieme in quella occasione, dicendo NO all’odio tra simili, ingiustificato ed ingiustificabile.

Di recente insignita a Castel Gandolfo del Peace Award, Noa ha sempre sfruttato la sua popolarità per lanciare un messaggio di invito ad abbattere i muri e camminare insieme verso il sogno di un mondo senza guerre. Il sogno che John Lennon ha immortalato nel brano Imagine che nel concerto di Cefalù Noa ha eseguito simbolicamente in inglese, ebraico e arabo.

Insieme a brani iconici come Imagine e Life Is Beautiful, Noa ha dato testimonianza di un amore davvero senza confini per i tesori musicali di tutti i tempi, eseguendo 5 tra le 12 “Lettere a Bach”, composizioni del genio del barocco riarrangiate per chitarra e voce e arricchite da testi in ebraico e inglese ispirati a vicenda personali, quindi una serie di brani della tradizione Napoletana, l’Ave Maria di Gounod, e We shall overcome di Joan Baez, altro brano simbolo della resistenza civile all’aggressione di guerre e ingiustizie, anche questo proposto nelle tre lingue delle sue origini.

L’artista è stata accompagnata da Gil Dor, storico compagno di tantissime esibizioni e tournée per il mondo.

Al termine il.Vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, ha voluto sottolineare con un messaggio di saluto, il valore e la motivazione di questa felice scelta di spettacolo a pochi giorni dalla chiusura del giubileo Pellegrini di Speranza e dall’evento Sinodale che ha coinvolto la diocesi, un obiettivo, quello dell’unità di intenti della chiesa come comunità di fedeli che si riconosce e fa gruppo per camminare insieme, che il Vescovo ha sempre perseguito e considerato fondamentale.

Barbara De Gaetani