Cefalù, al “Cicero” quattro proposte di teatro contemporaneo

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Prosegue domenica 24 marzo la rassegna di teatro a cura di Tiziana Giordano dal titolo Cosa Porta il Vento che l’amministrazione comunale di Cefalù ha fortemente voluto e che ha preso il via domenica 3 marzo. Quattro pomeriggi e due matinèes di prosa presso il teatro ‘Cicero’ che conferma la propria funzione di contenitore di una offerta culturale a scopo di crescita e partecipazione. Teatro per tutti grazie ad una offerta varia con la costante della qualità; il cartellone presenta infatti nomi di prestigio del teatro italiano contemporaneo: attori, registi e drammaturghi che hanno collaborato con prestigiose istituzioni aggiudicandosi importanti premi teatrali e nell’ambito del cinema. Due esempi fra tutti: la candidatura ai David di Donatello del 2016 di Valerio Binasco quale migliore attore non protagonista per il film di Claudio Cupellini Alaska, mentre l’opera teatrale Nunzio (1994), scritta da Spiro Scimone in dialetto messinese e interpretata insieme a Francesco Sframeli con la regia di Carlo Cecchi, ha ispirato il film Due amici (2002), vincitore del Leone d’oro come migliore opera prima alla 59ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Dopo il primo appuntamento che ha visto sulla scena la compagnia Scimone – Sframeli con Il Cortile, testo di Spiro Simone vincitore del premio UBU 2004 (miglior testo italiano), sarà la volta di A Cirimonia di Rosario Palazzolo in qualità di autore e regista. Lo spettacolo è realizzato insieme al Circo dell’Avvenire ed è stato premiato con il primo premio al Festival Internazionale del Teatro di Lugano e la menzione speciale inbox 2010. Nel 2020 lo stesso testo, interpretato da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, ha vinto il premio ANCT. Nel 2016 Palazzolo è stato insignito del Premio Nazionale della Critica per la sua attività di drammaturgo. Il suo più recente lavoro, Se son fiori moriranno, ha debuttato al Teatro Biondo di Palermo a febbraio 2023. Negli anni la sua scrittura è stata oggetto di studio presso alcune università italiane e europee, con approfondimenti monografici e tesi di laurea. Tra le opere narrative edite due sono state proposte per il Premio Strega del 2020. A Cirimonia è un dramma sull’impossibilità della verità ovvero sull’incapacità di ricostruire forse per la scelta volontaria del disordine mentale rispetto alla verità scomoda che irrompe solo per un attimo nella confusione (e apparente stupidità) dei protagonisti per poi lasciare il posto alla ripresa  del rito del ripescaggio di ricordi in una eterna ripetizione che offusca la coscienza.

Dopo il pomeriggio di domenica (ore 18.30) A Cirimonia sarà ripetuto lunedì 25 marzo alle 11 per gli studenti delle scuole superiori.

La stessa cosa avverrà con il terzo spettacolo della rassegna, L’ Uomo che piantava gli Alberi, in cui il cinema di animazione incontra il teatro con voci e suoni dal vivo; lo spettacolo programmato per il 21 e 22 Aprile è realizzato ancora dal Circo dell’ Avvenire in co-produzione con l’associazione per la conservazione delle tradizioni popolari – museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino”. Una fiaba moderna, delicata e poetica, sulla possibilità di cambiamento di cui ciascun individuo è portatore, che mira a sottolineare l’importanza dell’operato dei singoli mostrando la portata delle imprese apparentemente più modeste, che iniziano da un piccolo gesto ma sono in grado di generare il futuro per un’intera comunità. La Compagnia Circo dell’Avvenire nasce dall’incontro di alcuni artisti palermitani (Gianfrancesco Traina, l’attore Anton Giulio Pandolfo e la coreografa Daniela Donato) con Etienne Regnier, del Teatro Equestre Zingarò, ed in seguito con Stèphane Drouard, acrobata del Cirque du Soleil coi quali vengono realizzati progetti che fondono i valori delle arti teatrali e della tradizione circense, con l’attività di valorizzazione dell’ambiente naturale.

Unica data infine, il 12 maggio, per A mà, progetto teatrale di Sabrina Petyx realizzato dalla compagnia M’Arte (movimenti d’Arte) insieme alla Compagnia dell’Arpa, con la regia di Giuseppe Cutino. M’Arte nasce proprio dal sodalizio artistico fra Petyx, esperta e docente di tecnica vocale nella Scuola dei Mestieri dello Spettacolo del teatro Stabile Biondo di Palermo ma anche scrittrice e drammaturga, con Giuseppe Cutino, attore e regista teatrale diplomato in recitazione e regia alla scuola di teatro Teates con 21 regie teatrali al suo attivo ed un premio Scenario nel 2003.

Dalla comune formazione alla scuola di Michele Perriera i fondatori di M’Arte hanno elaborato “una drammaturgia caratterizzata da atmosfere Pirandelliane e Pinteriane che si affiancano comunque ad una personalissima impronta rivolta all’evocazione di universi emotivi dai confini biografici incerti, portatori di drammi senza luogo e senza tempo, come la lotta per la sopravvivenza o la fuga da guerre e naufragi; dolori senza risarcimento ritratti con l’ironia e la musicalità di una lingua intonata sulla metrica palermitana” (M’arte. I teatri di Giuseppe Cutino e Sabrina Petyx a cura di C. Valenti. Editoria & Spettacolo. Collana Spaesamenti. 2008).

Barbara De Gaetani

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