Termini Imerese, ANPI esprimere propria vicinanza alla famiglia di Giulia Cecchettin

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In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne l’ANPI di Termini Imerese intende esprimere la propria vicinanza alla famiglia di Giulia Cecchettin per il brutale omicidio commesso ai danni della ragazza dal giovane Filippo Turetta. Giulia è la centocinquesima vittima di femminicidio avvenuto in Italia dall’inizio del 2023, e in Sicilia, le donne uccise da uomini, spesso i propri partner, sono 12, senza contare i numerosi casi di stupri, violenze fisiche e psicologiche subite da molte altre donne.
Le cause di questo fenomeno sono ascrivibili ad un sistema patriarcale di dominio e sopraffazione del “maschio” sulle donne, e che legittima ogni forma di violenza nei loro confronti.
E’ necessario quindi che avvenga un radicale cambiamento culturale di tale sistema nel nostro paese, mettendo in discussione pregiudizi e stereotipi di genere a partire dalla condanna verso tutte quelle forme di rappresentazione della donna come oggetto di piacere sessuale propagandata dalla pubblicità e dai mass media, e promuovere, attraverso i maggiori mezzi di informazioni e le fondamentali Agenzie educative, quali scuola e famiglia, una cultura del rispetto delle identità di genere, del diverso orientamento sessuale, e delle pari opportunità.
Bisogna agire sempre di più contro la violenza, l’odio e ogni forma di discriminazione per educare alle relazioni affettive e alla parità dei sessi.
Pertanto l’ANPI intende valorizzare il percorso di molte donne che, fin dalla lotta per la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo ad oggi, hanno combattuto per la conquista delle liberta e per l’emancipazione, raggiungendo importanti traguardi in campo sociale, economico ed istituzionale, contribuendo così al progresso della democrazia.
Ma non bisogna mai abbassare la guardia, visto che molte conquiste civili e culturali vengono minacciate a causa dell’ attacco ad alcuni fondamentali diritti, quali: il diritto di sciopero, il diritto alla salute, alla vita, e alla pace.
È fondamentale dunque impegnarci tutti, donne e uomini, affinché si abbia la piena attuazione delle norme costituzionali, garanzia delle libertà democratiche, per costruire una società più giusta e una convivenza pacifica, annullando la cultura dell’odio, della violenza di genere e della guerra.