La Via della Thòlos e i Luoghi dell’Anima

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Per ripensare il senso del tutto che siamo, spesso a nostra insaputa, in questo momento storico di grande frammentazione e confusione, con un “percorso d’altura”, l’esperienza di ricerca “Sulla via della Tholos” che ho in corso mi porta a dire che un posto può raccontare tutto e/o niente ai nostri contemporanei: dipende da come lo si interpreta. Questo vale a maggior ragione per il “vuoto di ricerca” che contraddistingue le aree interne, invisibili e spesso anche “clandestine”, della “Sicilia Persa”.

La mia proposta ai portatori di interessi legittimi e “soggetti politici illuminati” attivi sul territorio, essendo stato “uno di loro” e quindi sapendo a chi e di cosa sto parlando, è di cavalcare l’idea della Via della Tholos, che parte dalle foci del Salso e Platani e porta all’ipogeo/“palazzo” con lo spettacolare ambiente tholoide con Oculus della  Gurfa, con centinaia di siti archeologici e migliaia di reperti-strutture visitabili, che hanno la massima potenzialità anche turistica, al confine dei tre ambiti amministrativi delle Soprintendenze Beni Culturali di Caltanissetta, Agrigento e Palermo, con punte di eccellenza al Museo Archeologico di Marianopoli, a quello di Caltanissetta, oltre quello di Milena o di Himera, il sito di Sant’Angelo Muxaro o di Heraclea Minoa o di Polizzello, l’Antiquarium ed  il Castello di Mussomeli, quello della Margana, le importanti raccolte museali comunali di Casteltermini, Lercara, il centro storico di Sutera, per fare solo qualche esempio. Senza eccesso di retorica possiamo definirli Luoghi dell’Anima, proprio come li definisce James Hillman in L’anima dei luoghi:

“I luoghi hanno un’anima . Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana. Un tempo, nell’antichità, le potenze apparivano in luoghi specifici: sotto un albero, presso una sorgente, un pozzo, su una montagna, in un pianoro, all’ingresso della tana di un serpente. Gli uomini circondavano il luogo di pietre: per proteggere la sua interiorità. Nascevano i templi; consacrati a queste divinità: gli Àuguri ritualizzando il Genius loci fondavano le città”.

Elemire Zolla, in Verità segrete esposte in evidenza, con ancora più elementi di fascinazione ha scritto di questi formidabili Monumenti italiani al sincretismo: “Rare, sparse in Italia, esistono stanze fatate, raccolte e complete in se stesse, scrigni leggiadri nei quali ci si sente accolti e appagati come un’ape nel suo esagono di cera e di miele. Credo che tutti si custodisca fra i ricordi una stanza del genere.”

Questo occorre dunque cercare di fare, ciascuno nei doveri del proprio stato: mettere in atto strategie e percorsi adeguati, per realizzare le grandi speranze che ci vengono dal deposito di Storia reperti e strutture del nostro passato. E’ l’urgenza primaria da tenere presente nelle riflessioni sul “movimento delle idee” dei più attenti nostri contemporanei. Se proprio non si è d’accordo sugli obiettivi, cosa altrettanto legittima, evitare di creare problemi a chi è all’opera; soprattutto quando si tratta di volontariato di surroga prestato a titolo gratuito.

Siti con tombe a thòlos della media e tarda Età del Bronzo in Sicilia. Con il n° 12 è censita la Gurfa. Da: F. Tomasello, Le tombe a tholos della Sicilia centro meridionale, Cronache di Archeologia n. 34-35/1995-96, ed. CNR-Università di Catania, 1997, p. 18.

Carmelo Montagna