Come sarà l’inverno 2022/2023? La risposta è nei “semi veggenti” del Cachi

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Oggi ci affidiamo alle moderne tecnologie per le previsioni meteo, i nostri avi non avevano barometri, pluviometri ecc, ma sappiamo che difficilmente sbagliavano una “previsione meteo”. In effetti è così, e lo sappiamo grazie alle cronache del tempo, ma come facevano? Di certo, molto si basava sull’esperienza, su quanto ciò era accaduto a seconda di determinati parametri terrestri e celesti, gli astri infatti hanno da sempre avuto un’importanza fondamentale per l’uomo fin dalle origini. Sappiamo anche, che i cicli della natura hanno influenzato la vita dei bipedi umani, grazie alla natura infatti è stato possibile mangiare, curarsi, fino a prevedere anche come sarà una stagione a seconda degli eventi naturali stessi. Uno dei frutti che ha avuto un ruolo importante in tal senso è sicuramente il “Cachi”, un’angiosperma originario dell’Asia Orientale, conosciuta e utilizzata in Cina da più di 2000 anni.
In Italia arrivò nel 1880 e in Sicilia, grazie al clima favorevole, riuscì ad avere una grande presa nell’agricoltura locale, famosissimi sono ad esempio i cachi di Misilmeri e in diverse altre parti dell’Isola viene coltivato anche e soprattutto per uso familiare o come viene detto in lingua“a part’i casa” ed è usato sia per il suo sapore dolcissimo, sia per le sue proprietà organolettiche davvero importanti.
Ma quali sono dunque queste capacità di chiaroveggenza? In realtà il paranormale non c’entra nulla, ma secondo una leggenda contadina, dividendo in due un seme di cachi, si vede raffigurata l’immagine di una posata e quindi a seconda che si tratti di un cucchiaio, un coltello o una forchetta, sarebbe possibile prevedere il clima della stagione invernale imminente. Di cosa si tratta in fin dei conti? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Maria Montagno, agronomo, la quale ci ha fatto sapere che: “Queste figure, che effettivamente ricordano un cucchiaio, una forchetta o un coltello, sono in realtà germogli primordiali della pianta. La forma varia a seconda dello stadio di maturazione e in base al fatto che il germoglio sia già predisposto a dare le prime foglie. L’immagine della posata è chiaramente visibile, poiché di un colore bianco che spicca rispetto al contorno del seme che l’avvolge. Si tratta di un frutto fortemente legato alla nostra tradizione, e i nostri avi che lavoravano la terra, associavano alla posata la previsione del meteo nella stagione invernale. In particolare, – conclude – quando vedevano: un cucchiaio: la stagione invernale avrà tante abbondanti nevicate; una forchetta: l’inverno sarà mite; un coltello: l’inverno sarà lungo, con freddo tagliente e con poca pioggia”.
Da questo momento in poi quando mangerete uno di questi celebri frutti invernali, lasciate spazio alla vostra immaginazione, aprite (senza tagliarvi) un seme e scoprirete come sarà l’inverno che si appresta ad arrivare, così da organizzare nel migliore dei modi il proprio guardaroba, magari degustando castagne, cachi, zucca rossa davanti ad un ristoratore calore del camino.
Giovanni Azzara