“Siamo all’epilogo di questa storia –afferma Roberto Mastrosimone, segretario regionale Fiom Cgil – I tre campioni Matteo Renzi, Sergio Marchionne e Rosario Crocetta ci hanno preso in giro” E' l’annosa vicenda ex Fiat che ritorna come in un eterno incubo. In base agli accordi firmati in fretta e furia a fine dicembre dello scorso anno, giusto in tempo per evitare i licenziamenti, ai dipendenti transitati da Fiat in Blutec spettano due anni di cassa integrazione straordinaria.

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"Oggi c'è l'assemblea a Termini Imerese: spero che si firmi l'accordo e i lavoratori lo approvino". Lo ha detto il premier Matteo Renzi nel giorno in cui alle 19 i lavoratori si riuniranno in assemblea presso l'aula consiliare e in cui il Ministero ha convocato nuovamente i sindacati stasera per la firma dell'accordo. Ieri al Mise il gruppo Metec, subentrato in extremis alla Grifa ritenuta inaffidabile dal punto di vista finanziario, è riuscito a strappare l'ok dei sindacati, per l'intesa per la riapertura della fabbrica Fiat.

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La FCA (Fiat Chrysler Automobiles), la ex Fiat, ha avviato la procedura di trasferimento del ramo d'azienda dello stabilimento di Termini Imerese e dei suoi 758 dipendenti a Grifa Spa, la newwco che entro fine dicembre dovrebbe prendere il suo posto nello stabilimento di Termini Imerese per la produzione di auto ibride.

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Si è da poco concluso l'incontro in Prefettura con il contraente generale per la realizzazione del doppio binario Fiumetorto-Ogliastrillo richiesto da Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil in seguito al mancato rispetto dell'accordo sulla riassunzione degli operai licenziati nel 2012.

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Si chiude con alcuni chiarimenti e qualche perplessità l'atteso incontro di oggi al Mise tra sindacati Invitalia, Grifa e i rappresentanti del governo regionale. La convocazione era arrivata dopo la protesta dei lavoratori e l'occupazione lampo dello stabilimento da parte di una ventina di loro della scorsa settimana. I tempi sono strettissimi.

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Lunedì, 10 Novembre 2014 11:24

Raddoppio ferroviario. Assemblea Cefalù20

Dopo le proteste della scorsa settimana, il presidio ai cancelli della Cefalù20, la minaccia di occupare il cantiere e la convocazione dei sindacati da parti del Prefetto oggi tornano a riunirsi in assemblea i lavoratori dei lavoratori delle aziende affidatarie per la realizzazione del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Ogliastrillo convocati da Feneal, Filca e Fillea per Illustrare gli sviluppi della situazione.
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Dopo una settimana di agitazione, le manifestazioni degli ultimi tre giorni degli operai e il presidio del cantiere di ieri è arrivata la convocazione del Prefetto di Palermo richiesta da Feneal, Filca e Fillea due giorni fa, quando i sindacati avevano appreso che "Cefalù 20", contraente generale per la realizzazione del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Ogliastrillo, non aveva intenzione di onorare l'accordo sottoscritto presso la sede di Confindustria Sicilia per la riassunzione di almeno il 50% dei lavoratori licenziati nel 2012.

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Dalle prime ore del giorno gli operai si sono riuniti in sit in davanti ai cancelli della società Cefalù20 responsabile dei lavori per il raddoppio ferroviario Fiumetorto-Ogliastrillo. Una 30ina di operai insieme ad alcuni rappresentanti sindacali picchettano l'ingresso in azienda chiedendo il rispetto degli accordi sottoscritti per il rientro dei lavoratori licenziati nel 2012.

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Si è tenuto ieri pomeriggio l’incontro all'assessorato regionale alle Attività Produttive tra i rappresentanti sindacali e l'assessore Linda Vancheri per discutere della vertenza Fiat di Termini Imerese. Alcuni operai, una decina, che avevano occupato lo stabilimento hanno smobilitato la protesta proprio dopo la convocazione dell'assessore regionale di ieri.

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Le Organizzazioni Sindacali di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil, sono in stato di agitazione per il mancato rispetto degli accordi prefettizi sulla ricollocazione in cantiere di almeno il 50 % dei 157 lavoratori licenziati nel 2012 dall'azienda "Cefalù 20", contraente generale per la realizzazione del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Ogliastrillo.

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