L'Ars ha scritto la parola "fine" sulla provincia di Palermo, cancellata per sempre - assieme alle altre otto "sorelle" siciliane - con la legge approvata ieri. Al suo posto avremo la Città metropolitana di Palermo, di cui faranno parte anche i trenta comuni del nostro Comprensorio.
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Ad un mese dalla scadenza fissata dalla legge regionale che ha abrogato le provincie, sostituendole con i liberi consorzi tra comuni e le tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, il novanta per cento dei comuni siciliani non ha ancora aderito ad alcun consorzio.

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A seguito dei lavori del Comitato Direttivo Nazionale del CICU (Comitato Italiano Città Unite), tenuti recentemente a Milano, la Sezione Siciliana, in collaborazione con il Forum delle Associazioni di Cefalù, organizza nei locali del Comune di Cefalù mercoledì 2 aprile 2014 alle ore 16,30 il convegno sul tema “Comuni dell’area metropolitana e del libero consorzio di Palermo”.

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Con la legge regionale 27 marzo 2013, n. 7, la Regione Siciliana ha, per prima in Italia, abolito un istituto ormai
anacronistico: la Provincia. Nasceranno dei soggetti sovracomunali. Il nuovo ente dovrebbe avere una struttura
snella, efficiente ed efficace, capace di radunare gli uomini migliori di questo territorio e non una nuova palude dove
vale di più l’appartenenza che la competenza. Una grande scommessa sul futuro del comprensorio

di Ciro Cardinale

Con la legge regionale 27 marzo 2013, n. 7, la Regione Siciliana ha per prima in Italia abolito un istituto ormai anacronistico, inutile carrozzone mangiasoldi, la Provincia, grazie al suo statuto autonomistico che affida proprio all’Assemblea Regionale la più ampia libertà di disporre e regolare liberamente gli enti locali, tra i quali appunto le Province. E l’Ars, nella seduta del 20 marzo scorso, ha compiuto davvero una “rivoluzione copernicana” in materia, attesa da ormai troppo tempo.
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