Sulle “strane” somiglianze compositive della Cripta funeraria alla Gurfa di Alia

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Fra le millenarie “pietre preziose” della Gurfa di Alia ce ne sono alcune che meritano più attenzione, per il loro possibile e silente significato intrinseco. Sono, tra altre, il “Betilo con occhi” ed il “Triangolo aureo inciso”, posti ad inquadramento prospettico non casuale della “Cripta funeraria/stalla”, evidenziate in Fig.1abc.

Fig. 1 abcd– 1abc: prospetto esterno dell’ambiente di accesso alla Cripta funeraria, in origine munito di copertura lignea, con ai margini sx e dx il “Betilo con occhi” ed il “Triangolo inciso”, con foro baricentrico e fossa incavata molto usurata (alti entrambi oltre m.2,20). 1d: schema di riferimento del triangolo aureo, che consente di potere definire “aurea” l’incisione triangolare per il preciso dettaglio dell’angolo al vertice di 36°.

L’evidenza figurativa monumentale dei due elementi, già di per sé, deve significare qualcosa di importante; se non altro per orientare sulla “cultura del dedalico progettista/costruttore” che mette in opera l’impianto. La evidente mancanza di scopo d’uso pratico delle due sculture rafforza il loro significato simbolico nel “dialogo millenario” complessivo del sistema “Tomba/Tempio/Santuario” nel Palazzo rupestre della Gurfa, che sta alla base del nostro impianto di ricerca sulla Via della Thòlos. In questo orizzonte di ricerca iconologica risulta pertanto chiaro sia il ruolo di “guardiano della Soglia” per il monolite ad incasso “Betilo con occhi” (Fig.1b) che quello di “firma del dedalico progettista”, che dimostra di applicare conoscenze di “geometria aurea” in quella straordinaria incisione triangolare (Fig.1c). Chi volesse saperne di più su quello che pensiamo di questo aspetto d’uso di raffinate tracce di progettazione alla Gurfa può approfondire al Cap. IV.5 del nostro La Via della Thòlos, con l’aggiunta di una mia  recente verifica che riguarda l’uso di “geometria aurea” anche nella realizzazione della piccola tomba a thòlos esterna a ridosso degli ipogei (Fig.2). E’ un dettaglio importante che conferma l’intervento unitario di progettazione e riadattamento, con arretramento della parte del fronte di scavo del piano terra e primo, “per necessità di causa importante sopravvenuta”, della precedente necropoli sicana nel sito, di cui restano le sole tombe a grotticella più antiche del terzo livello. Per la piccola tomba a thòlos esterna, con caratteristico “scodellino apicale” (censita come C.11-75 da F. Tomasello), da sempre ho intuito che potesse trattarsi proprio della “Tomba del dedalico costruttore”, con identica esposizione e giacitura della thòlos monumentale con Oculus.

Fig. 2 – Sovrapposizione del “Triangolo Aureo” nella sezione trasversale della tomba a thòlos C.11-75 della Gurfa (Rilievo da: F. Tomasello, Le tombe a tholos della Sicilia centro meridionale, Cronache di Archeologia n.34-35, ed. CNR-Università di Catania, 1997, pp.146-148)

Entrando nella “Cripta funeraria dinastica”, per come ci siamo permessi di ricostruirla graficamente nei suoi elementi volumetrici strutturali evidenti, si viene colpiti da una “strana somiglianza” compositiva con un’architettura celeberrima di grande epopea mitologica, che il suo “dedalico costruttore” dimostra evidentemente di conoscere: la “Sala del trono di Minosse” nel Palazzo di Cnosso (ca 2000-1700 a.C. con varie ricostruzioni), con quel suo sistema di banchine simmetrico al Trono più antico d’Europa. Ci permettiamo pertanto di citarla per immagini (Fig.3abc) a scopo di riflessione indiziaria per il seguito.

Fig. 3 abc – 3ab: Sala del Trono nel Palazzo di Minosse a Cnosso. 3c: Cripta funeraria della Gurfa

Altra annotazione importante per questi appunti di orientamento, tornando all’inizio: proprio quella sezione di accesso alla Cripta funeraria di piano terra è caratterizzata dalla presenza dei sesti d’incastro a parete per le travi di carpenteria che servivano da copertura del vano/pronao esterno. Si tratta di un particolare, sicuramente riusato nel tempo a scopo pratico, che rimanda a suggestioni e confronti con strutture “egizie” di carpenteria lignea importanti, come il “Tempietto rupestre di Ellessya” fatto scavare dal Faraone Thutmose III (ca 1430 a.C.), ricostruito al Museo Egizio di Torino. (Fig.4.ab)

Fig. 4 ab – Particolare esterno della parete della Gurfa e Tempietto rupestre di Ellessya fatto scavare dal Faraone Thutmose III (ca 1430 a.C.), ricostruito al Museo Egizio di Torino. Prospetti rupestri esterni con sesti di incastro per ‘pronao’-riparo/tettoia di carpenteria lignea.

Ultimo contributo utile per l’approfondimento della ricerca; per quando sarà possibile avere a disposizione dati certi di datazione dei numerosi reperti di combustione della stuttura lignea, evidenti e diffusi per le tracce del vasto incendio delle strutture di rivestimento ligneo presenti in tutto l’impianto nei due livelli delle “stanze”. Si tratta della risposta alla domanda fondamentale: ma siamo sicuri che potessero esistere ambienti monumentali protostorici in ipogeo, come alla Gurfa, con presenza archeologica certa di strutture e carpenterie interne lignee? Risposta: ne abbiamo certezza, per esempio, nella “Tomba del re Mida” a Gordion in Frigia-Turchia, in un tumulo con una doppia parete di tronchi d’albero e legname per raggiungere la camera funeraria interna,  fortunatamente arrivata fino ad oggi e datata attorno al sec. VIII a.C.

La nostra ricerca ha pertanto elementi di conforto utili per continuare: sulla Via della Thòlos.

Fig. 5 – Camera funeraria interna della “Tomba del re Mida” a Gordion in Frigia-Turchia, in un tumulo con una doppia parete di tronchi d’albero e legname datata attorno al sec. VIII a.C. (Sono debitore per l’immagine da un post FB del 10.10.2022 di Merike Joosep

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https://www.facebook.com/merike.joosep/posts/pfbid0fQv6Mc6yqdz4vwFoayM9ihxf78eW8avqfkq2xyMF38sP9hykbsJ9Rf7J35mUxqH9l )

Carmelo Montagna

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