Un pomeriggio dedicato alla solidarietà e alla condivisione agli ospiti della casa missione Speranza e Carità

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Il 20 dicembre la corale Maria Elisa Di Fatta di Cefalù ha dedicato un pomeriggio alla solidarietà e alla condivisione offrendo un concerto di musiche da film e di brani del repertorio tradizionale natalizio agli ospiti della casa missione Speranza e Carità e al pubblico esterno intervenuto.

I coristi sono stati affiancati da in gruppo strumentale comprendente violini, violoncello, pianoforte, tastiera syntex e mandolino. All’arrivo nella missione di via Decollati, i coristi, che fanno parte della realtà associativa ASMU (Associazione Siciliana Musica per l’Uomo), attiva da più di un trentennio a Cefalù, sono stati accolti da Don Pino Vitrano, salesiano che ha vissuto a fianco di Biagio Conte diventandone il braccio destro.

Don Pino ha guidato il gruppo accompagnato dal presidente dell’Associazione, Mario Macaluso, nella Chiesa “Casa di preghiera per tutti i popoli” fino alla tomba di fratel Biagio, dando testimonianza della sua figura e del suo operato sin da quel cruciale momento in cui a 27 anni passando accanto ai portici della stazione centrale di Palermo la sua attenzione venne attirata da una fila di senzatetto.

Si annida così, nella coscienza di un giovane benestante, abituato ad avere tutto, il bisogno di non avere nulla, per essere realmente vicino a quegli “invisibili”, non con una solidarietà momentanea ma con gesti concreti e senza un termine.

Tutto si è realizzato ed è sorto su questa discesa  dall’alto di una posizione sociale privilegiata al livello della strada in cui quei fratelli erano distesi; dai termos di latte caldo distribuito insieme ai fogli ciclostilati per annunciare la speranza, Biagio Conte ha attuato un effettivo contrasto alla solitudine e alla logica del rifiuto, riuscendo a creare le strutture che oggi accolgono e garantiscono un tetto e pasti caldi alle migliaia che vi arrivano, un’ impresa “impensabile” passata attraverso tante difficoltà ma anche tanti segni di incoraggiamento e tante azioni di sostegno che, come ha ricordato Don Pino. spesso hanno rappresentato una rinascita soprattutto per chi le ha compiute.

Nel messaggio inciso sulla sua tomba risaltano le parole con le quali Biagio Conte era solito definirsi e definire il proprio scopo nella vita : pellegrino, discepolo, missione. La missione da lui fondata è, con le sue cinque case, una realtà che coinvolge tutti. Ciascuno è chiamato a fare del bene per i fratelli. Ognuno nel proprio lavoro e nel proprio ruolo.

Per tanti accostarsi all’esperienza di Biagio è stata una scoperta di senso : dall’apoteosi del nulla alla festa biblica delle capanne, divenuta, nel nuovo testamento, la Pentecoste : un momento che indica la presenza dello Spirito Santo e la Sua protezione presso ognuno che si trovi a condividere una condizione di precarietà.

Dopo aver pregato, il coro si è spostato nel teatro della missione per offrire il concerto e suggellare così un pomeriggio di fratellanza e di impegno.

La musica è un linguaggio universale e può trasportare lontanissimo: nei territori di guerra come nella Assisi del 1200, nella notte di Betlemme o piuttosto in una dimensione epica, di spiritualità universale non legata a un testo in particolare. Come la chiesa voluta da fratel Biagio anche il canto può essere preghiera di tutti i popoli ed è principalmente questo che lega la musica, e in particolar modo quella corale, al celeste e al divino.

Al termine del concerto, il m° Ildebrando D’Angelo, direttore del Coro. ha consegnato a Don Pino un segno di comunanza e sostegno materiale raccolto tra i soci e anche dalla Fidapa e dai Lions di Cefalù.

Barbara De Gaetani