L’antichità come futuro: il “caso Risco Caido” nelle Canarie

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In queste nostre considerazioni sulla “Via della Thòlos” in Sicilia è utile aggiungere un promemoria sull’uso intelligente della “Antichità come progetto di futuro”, almeno per quanto ne diceva il grande Rosario Assunto, filosofo dell’Estetica del Paesaggio di origini nissene, o per quanto ci ricorda con sapienza Guglielmo Bilancioni, storico dell’architettura presso l’Università di Genova. Sto cercando di allargare il campo di visione per fare capire meglio e con più contesto che, per esempio, l’Ipogeo Gurfa è il prodotto più alto e sofisticato della presenza dell’“Evo Dedalico” ultramillenario in Sicilia; che una cosa è “raccontare un granaio grande” perso nel cuore del latifondo contadino altra cosa è “raccontare una grande civiltà” a partire proprio dalle sue tracce di Grande Architettura Clandestina (G.A.C.), come purtroppo sono stato costretto a definirla per alzare il livello dell’attenzione.

Questa “Via della Thòlos” porta dalle parti fra il Salso ed il Platani, che i Greci chiamarono significativamente Mesogheia/“Terra di Mezzo”, e sembra finire proprio alla Gurfa. Si spiegherebbe così tutto il seguito dal punto di vista del “Paesaggio del Potere” pregreco nell’Isola. Fatto questo lavoro preliminare necessario ed urgente, che compete agli “addetti ai lavori”, il resto sarà solo capacità di visione e messa a sistema sociopolitico-culturale per farne il perno di un autentico Itinerario UNESCO sul modello dell’ipogeo tholoide di risco caido-artenara in Gran Canaria.

Ovviamente se ne saremo prima coscienti e poi capaci. Per quanto mi riguarda, assieme ad altri amici e ricercatori, continuo a fare la mia parte.

Il “modello politico e gestionale” da seguire ci sembra proprio quello messo in atto per la valorizzazione degli Ipogei spagnoli di Risco Caido. Si tratta di un suggestivo sito archeologico della genericamente definita “Civiltà preispanica”, presso Artenara, nell’Isola Gran Canaria.

E’ stato riconosciuto come “Complesso architettonico-santuario della fertilità ancestrale-osservatorio archeoastronomico rupestre, utilizzato dalla cultura guanci”.

Sono ipogei rupestri con un ambiente tholoide forato in alto, straordinariamente simili alla Gurfa, coraggiosamente candidati nel 2018 agli Itinerari UNESCO; dal luglio 2019 ne fanno parte come baricentro di un vasto Paesaggio Culturale di 18.000 ettari denominato “Paisaje cultural del risco caido y los espacios sagrados de montana de gran canaria”, che riunisce in un progetto di sviluppo socio-economico-culturale i Comuni di Artenata, Tejada, Galdar, Agaete nella Provincia di Las Palmas.

Considerazione a margine: riusciremo a capire/far capire che il nostro megalitismo rupestre, di scavo o in elevazione (per quanto di residuo purtroppo ne rimane) non è da meno di Risco Caido e merita di stare nei testi scolastici fra le più importanti architetture “ancestrali”/protostoriche del Mediterraneo antico?

Si può dire che la Gurfa vale probabilmente di più, o per prudenza non è “seconda a nessuno”? Io mi sento di sottoscriverlo e di proporre la Gurfa come baricentro di sito UNESCO, con le motivazioni che modestamente stiamo sviluppando anche in questa rubrica “Terra & Luce”.

Mi riservo di riprendere ovviamente il ragionamento al momento giusto. Per ora mi limito a sostenere che la promozione di immagine dei nostri ipogei avrebbe la forza di trascinare i destini anche socio-economici, oltre che culturali, di tutta l’area interna abbandonata fra Salso e Platani. Oltre il valore intrinseco per la ricerca nel campo della Storia, Arte, Architettura, Culti/Religioni, Antropologia, di livello almeno Mediterraneo.

Ecco le immagini di Risco Caido-Artenara presso l’arcipelago della Isole Canarie spagnole, con i siti web di riferimento per approfondire.

https://whc.unesco.org/en/list/1578/

http://whc.unesco.org/fr/list/1578

Carmelo Montagna