Termini Imerese nasce all’interno della caserma dei Carabinieri la stanza per le audizioni protette

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Nasce a Termini Imerese la stanza per le audizioni protette all’interno della caserma dei Carabinieri in collaborazione con il comune e la sezione imerese della FIDAPA.
Uno spazio nato per aiutare chi ha subito una violenza a denunciare l’accaduto, in un ambiente protetto e riservato. Uno luogo accogliente nel quale la donna può essere aiutata a considerare ciò che le è accaduto e a denunciare la violenza subita.
La data scelta per l’inaugurazione coincide convenzionalmente con l’inizio della primavera: si è voluto così richiamare, simbolicamente, il parallelismo tra la rinascita della natura in primavera e quella della vittima, quando trova il coraggio di parlare e denunciare la propria situazione, uscendo così dalla spirale della violenza in cui si trova.
In ambito nazionale, il 21 marzo coincide con la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie tra cui ricordiamo la presenza di molte donne e bambini.
La stanza per le audizioni protette di donne e bambini e, più genericamente per l’audizione delle vittime vulnerabili, consiste in un ambiente ricreato all’interno della caserma dei Carabinieri, diverso da un qualsiasi altro ufficio, accogliente ed intimo e che possa mettere le vittime di particolari reati nella condizione di potersi confidare e sporgere una denuncia, in un contesto adeguato che possa quantomeno evitare di acuirne il disagio e la sofferenza.
L’arredo della stanza prevede anche un’area dedicata ai bambini con libri e giocattoli, sia nel caso in cui la vittima abbia con sé i propri figli, sia nel caso in cui si debba procedere con l’audizione. L’iniziativa, pertinente alle tematiche affrontate durante gli incontri fra l’Arma dei Carabinieri e gli studenti degli Istituti Scolastici del territorio, per la formazione della “Cultura della legalità”, rappresenta un esempio concreto di come opera sul territorio la rete antiviolenza inter-istituzionale (la stanza è una maglia della rete nel percorso di uscita dalla spirale della violenza). Gli Istituti di Termini Imerese e delle sedi distaccate di Cerda e Caccamo, invitati a presenziare con i dirigenti e una rappresentanza di studenti, sono: Istituto Superiore Paritario “Ludovico Ariosto”, Istituto Superiore Professionale dei Mestieri “Euro Form”, Liceo Scientifico “Nicolò Palmeri'”,
Istituto di formazione professionale per mestieri “Euro Madonie”, Istituto Superiore Tecnico Paritario “Padre Pio”, Istituti Tecnico Commerciale per Ragionieri e Tecnico Commerciale per Geometri “Stenio e Istituto Superiore “Ugdulena”.
La signora lana Brancato, madre di Roberta Siragusa, vittima di femminicidio commesso a Caccamo nel 2021, dopo il “taglio del nastro”, ha donato, per adornare la stanza, un quadro che riproduce la fotografia della figlia. La signora lana Brancato, nel vivo ricordo della figlia e con l’intento di sensibilizzare le donne circa la necessità di ribellarsi in tempo alla violenza, ha fondato un’associazione denominata “Roberta Vive” e partecipa incessantemente alle campagne di sensibilizzazione. Le indagini sul delitto, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese e condotte dall’allora Compagnia CC di Termini Imerese, hanno portato alla condanna in primo grado all’ergastolo dell’ex-fidanzato.
Fabio Lo Bono