Coronavirus: la prima "vaccinazione di massa" della storia avvenne con Ferdinando IV delle Due Sicilie

Lunedì, 25 Gennaio 2021 16:31 Scritto da  Pubblicato in Sicilia
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Retrogrado, bigotto, oscurantista sono questi alcuni degli aggettivi abbastanza impropri che la storia ha voluto assegnare al Regno delle Due Sicilie, ma era davvero così come dicono ? 

Ovviamente no, anzi grazie ai sovrani duosiciliani, proprio al Sud sono nate tante cose che oggi sono di uso comune ma per l'epoca erano futuristiche. Dal punto di vista sanitario in Regno delle Due Sicilie era alquanto avanti, basti pensare alla celebre Scuola Medica Salernitana e ai tanti medici napoletani e palermitani che hanno scoperto diverse patologie e hanno lasciato un segno nella letteratura medica. Intanto mentre nel resto d'Italia non vi era alcuna legge che regolamentava l'aspetto sanitario, nel 1751 venne emanata la prima legislazione sull’organizzazione sanitaria e intorno al 1764 il medico Michele Sarcone fece i primi studi in campo epidemiologico. A quel tempo malattie come colera, vaiolo e tubercolosi circolavano molto facilmente per questo i sovrani pensarono di effettuare una vera e propria profilassi sulla popolazione come quella antitubercolare nel 1782 fino a quando la sanità non divenne pubblica e gratuita nel 1789, ma la vera svolta avvenne nel 1802, quando Ferdinando I istituì i primi "uffici per la vaccinazione", dando così il via ad un processo moderno ed efficace alla lotta contro le malattie del tempo. Da circa un anno ormai non si fa altro che parlare di questo Covid-19 che ha contagiato fino ad ora 2,7 milioni di Italiani e ha purtroppo ucciso 85.461 persone da inizio pandemia, adesso però sembra esserci una svolta con l'arrivo di questi vaccini che sono stati creati a tempo record seppur seguendo le normali procedure, segno che la scienza ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e questo grazie alla ricerca. L'obiettivo dello stato adesso è quello di vaccinare il prima possibile tutta la popolazione italiana anche se non esiste un obbligo per la somministrazione del siero, tuttavia la prima vera, grande vaccinazione di massa avvenne proprio al Sud durante il Regno delle Due Sicilie. Nel dicembre del 1798, a Napoli erano giunte le truppe francesi e così Ferdinando IV fu costretto a lasciare la città per trasferirsi a Palermo, altra Capitale del Regno, però nel 1801 nella città di Santa Rosalia, scoppiò un'epidemia di vaiolo abbastanza letale e fu proprio durante un giro per le strade che il Re rimase impressionato dagli effetti devastanti della malattia specialmente nei bambini, i più colpiti dal virus. Ferdinando allora decise che doveva porre fine a quelle immagini terribili che aveva visto perchè nessun bambino o persona debole doveva più morire, fu così che ordinò una vaccinazione di massa. Il medico inglese Jenner aveva sperimentato il vaccino contro il vaiolo e anche l'inoculazione che stava avendo effetti miracolosi sulla popolazione inglese tanto che Joseph Andrew Marshall, un ufficiale medico inglese ricevette l'ordine da Ferdinando IV, in base ad accordi tra stati, di vaccinare la popolazione palermitana. Dopo l'accordo infatti, presso il Seminario dei Gesuiti, oggi sede della Biblioteca Regionale A. Bombace a Palermo, vennero vaccinati più di diecimila bambini per poi passare alla vaccinazione del resto della popolazione anche tra gli indigenti e i senza tetto, poi nel 1818 venne addirittura costituito un centro vaccinale dove erano presenti sette dei più importanti medici della città proprio per studiare gli effetti del vaccino e come arginare possibili future epidemie, insomma un progetto avanguardistico. Dal 1808 al 1819 dunque furono eseguite quasi 400.000 vaccinazioni, numeri incredibili per l'epoca. Quindi più che retrogrado, bigotto e oscurantista, il Regno delle Due Sicilie ha probabilmente lasciato un grande insegnamento alle generazioni future e se oggi è possibile vaccinare le persone contro il Covid-19 è grazie anche all'impiego di certi protocolli nati quando ancora tutto era in divenire all'interno di un Regno che ha dato lustro e orgoglio alla Sicilia e al Sud. 
Giovanni Azzara

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