Trovata morta una "Caretta caretta" sulla spiaggia vicino la Torre Roccella a Campofelice

Sabato, 30 Maggio 2020 22:04 Scritto da  Pubblicato in Campofelice
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Sono ormai milioni di anni che queste meravigliose creature popolano i mari di buona parte del mondo e il loro aspetto buffo, dolce e spesso sbarazzino piace a tutti, grandi e piccini.
Purtroppo però da quando l'uomo ha iniziato a solcare i mari e ad utilizzarli per ricavarne profitti, il loro habitat ha subito delle "invasioni". Ne è un possibile esempio la tartaruga marina comune, dal nome scientifico "Caretta caretta", che, oggi, è stata rinvenuta morta sulla spiaggia di Campofelice di Roccella vicino la celebre torre, a ritrovarla una ragazza, che accortasi dell'animale in evidente stato di decomposizione ha allertato subito la guardia costiera. Ma perché questo esemplare è morto ? Di fronte ad una caso del genere, le cause possono essere molteplici. Le tartarughe marine sono seriamente minacciate dall'uomo, il quale, disturba questi animali con il turismo nelle aree di riproduzione e secondo una stima del WWF ogni anno circa 150mila tartarughe marine finiscono catturate negli attrezzi da pesca nel Mediterraneo e che di queste oltre 40.000 muoiono. "Spesso questi animali - ci spiega il Dott. Mariano Randazzo, Biologo Marino - ingeriscono plastica come ad esempio i classici "sacchetti della spesa" che scambiano per meduse, oppure grovigli di fili di nylon che vengono utilizzati per i palangari. Questa plastica - continua - una volta giunta all'interno dell'intestino impedisce l'assimilazione del nutrimento e quindi di fatto muoiono di fame. Per tal motivo - conclude - pur non essendo certi della morte di questi animali è doveroso puntare il dito sui problemi che possono colpire questa specie". A seguito di alcuni studi effettuati su tartarughe, purtroppo morte, è stato possibile appurare che circa il 35% degli esemplari analizzati aveva inghiottito rifiuti di tipo plastico Eppure le tartarughe marine sono utili all'uomo, ma resta da capire chi è il vero animale. Noi o loro?
Giovanni Azzara

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