Viadotto Himera, ennesimo rinvio per la consegna dei lavori: cinque anni per realizzare 300 metri. Il ponte di Genova concluso in appena 20 mesi: siciliani figli di un Dio minore

Venerdì, 15 Maggio 2020 00:17 Scritto da  Pubblicato in Comprensorio
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I lavori del viadotto Himera sull’autostrada Palermo Catania, nei pressi dello svincolo di Scillato, subiranno l’ennesimo rinvio di un altro mese e mezzo rispetto all’ultima data indicata dall’Anas per la consegna dell’opera, prevista a luglio.

Cinque anni per la costruzione di meno di 300 metri di autostrada.
Cosa sarebbe successo se fossero stati questi i tempi per la riapertura al traffico del viadotto Morandi?
Il ponte di Genova crollato il 14 agosto del 2018 ha un tracciato di 1.067 metri ed è stato completato in appena 20 mesi. Se avesse avuto la stessa cadenza di ripristino del segmento autostradale del viadotto Himera, la consegna dei lavori per la ricostruzione di quello genovese sarebbe avvenuta dopo circa 20 anni. Ed invece sono bastati solamente 20 mesi, mentre ad Himera dall’inizio dell’intervento ne sono trascorsi più di 60.
I siciliani continuano ad essere figli di un Dio minore.
Stamattina nel cantiere si è recato l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone. “Ai ritardi dovuti all’emergenza coronavirus - scrive in un comunicato - su cui siamo stati naturalmente comprensivi si sommano ulteriori rallentamenti che trovano giustificazione solo nell’incapacità di Anas a far rispettare tempi e scadenze”.
Sorge però spontanea una domanda: come mai a Genova non c’è stata nessun blocco durante il coronavirus, anzi si operava di giorno e di notte, ventiquattrore su ventiquattro, mentre, da quello che dice l’amministratore regionale, durante la pandemia i lavori nel viadotto siciliano sono stati interrotti? Ma in questo paese ci sono norme diverse anche durante le epidemie?
Durante la visita a quanto pare l’Assessore Falcone si è reso conto che i tempi di attesa sono diventati vergognosi: “Stamane – scrive ancora l’esponente del Governo Musumeci - dobbiamo prendere atto di un’amara realtà: dinanzi ai continui ritardi le date e le promesse lasciano il tempo che trovano”.  E lancia la sua proposta: “Oggi chiediamo al Ministero delle Infrastrutture di intervenire una volta per tutte: si rescinda il contratto con l’impresa appaltatrice e si sollevi l’Anas dalla responsabilità dell’opera. Il Ministero delle Infrastrutture, adesso, è chiamato a sanare la ferita di un’Italia a due velocità sul piano infrastrutturale. Chiediamo - conclude Falcone - che l’impresa e l’Anas lascino il viadotto Himera e che il ministro Paola De Micheli affidi alla Regione il commissariamento dell’opera con poteri sul modello attuato a Genova per il ponte Morandi”.
E ci pensa dopo cinque anni l’Assessore Falcone a scaricare le colpe sul Ministero delle Infrastrutture e ad invocare il modello attuato per il ponte Morandi? Cari amministratori sono passati 60 mesi, mentre utilizzando proprio il crono programma di Genova il nostro doveva essere terminato in appena cinque. La verità è un’altra: dovete imparare a farvi sentire, come fanno i vostri colleghi di partito del Nord. L’Italia a due velocità esiste non solo per colpa del Ministero delle Infrastrutture, ma spesso perché purtroppo non siete in grado di rappresentare adeguatamente i problemi e le difficoltà di questa terra.

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