La storia delle riforme dei rifiuti in Sicilia

Martedì, 23 Ottobre 2018 16:09 Scritto da  Pubblicato in Facciamo la differenza
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Il territorio della SRR “Palermo Provincia Est” Il territorio della SRR “Palermo Provincia Est”
Il valzer dei decreti diventato una tarantella
Nei primi anni del 2000 il servizio di raccolta di rifiuti è passato dai comuni agli ATO (Ambiti Territoriali Ottimali), quella prima e storica riforma del sistema rifiuti in Sicilia è nata con l’intento di realizzare delle economie di scala, contenere i costi della gestione rifiuti e rendere più leggera la tassa sui rifiuti solidi urbani.
La riforma, però, prevedeva una serie di cambiamenti radicali che di fatto resero il servizio più oneroso rispetto a quello svolto “alla buona” dai Comuni: in primis l’iva con un aumento immediato del 10% sui costi, poi il cambiamento contrattuale dei lavoratori, che prima erano LSU o dipendenti di cooperative, con un aumenti fino al 40% per le spese del personale, a questo si deve aggiungere gli aumenti del carburante e dei beni di consumo che arrivano fino al 100% negli ultimi 10 anni, tuttavia, all’aumento della tassa ha contribuito in maniera determinante il fatto che la riforma prevedeva che l’intero costo del servizio doveva essere coperto dai cittadini (che prima ne pagavano solo il 50). Da quel giorno gli ATO sono stati sempre considerati dei carrozzoni mangiasoldi, anche se alcune realtà hanno funzionato soprattutto in ambiti territoriali, coma Alte Madonie Ambiente dell’ATO PA6, che hanno saputo investire con la realizzazione di impianti e hanno saputo gestire questi impianti. Così dopo 5 anni, con l’intento dichiarato di migliorare il sistema e raggiungere le tanto desiderate economie di scala, in ottemperanza art 2615-ter del codice civile ed in ossequio all'art. 6 comma 1 della L.R. 8 aprile 2010, n.9., nascono le SRR (Società di Regolamentazione dei Rifiuti), società consortili per azioni a completo capitale pubblico per l’esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti che dovevano sostituire gli ATO. Le Madonie ricadono nella “SRR Palermo Provincia Est” costituita dai comuni di: Alia, Alimena Aliminusa, Altavilla Milicia, Baucina, Blufi, Bompietro, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Campofelice Di Roccella, Castelbuono, Castellana Sicula, i Cefalà Diana, Cefalù Cerda, Ciminna, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Lascari, Mezzojuso Montemaggiore Belsito, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, di Pollina, San Mauro Castelverde, Sciara, Scillato, Sclafani Bagni, Termini Imerese, Trabia, Valledolmo, Ventimiglia diSicilia, Villafrati. Le SRR però non possono svolgere il servizio direttamente e, quindi, di fatto non sostituiscono gli ATO, così si creano gli ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale), che per intenderci sono le società che praticamente raccolgono i rifiuti per strada, gli ARO possono svolgere il servizio direttamente (in house) o affidarlo a società private tramite gara quinquennale. Nel territorio della SRR Palermo Provincia Est l’unico ATO che, che non ha cambiato niente (solo il nome) è Alte Madonie ambiente (AMA) che è diventata “AMA rifiuto è risorsa”. AMA rifiuto è risorsa gestisce il servizio in house nei 13 paesi dell’ex ATOPA6 (Caltavuturo, Valledolmo, Sclafani Bagni, Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Bompietro, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Alimena, Blufi, Gangi, San Mauro Castelverde, Geraci Siculo) a questi 13 paesi si sono aggiunti due paesi Scillato proveniente da Ecologia e Ambiente (ATO PA5) e Alia proveniente da COIRES (ATO PA2) due pessimi esempi di gestione. Nella rimanente parte del territorio della SRR si è registrata una frantumazione del servizio, in barba ai principi di economia di scala, con la nascita di diversi ARO: L’ARO Campofelice-Lascari (servizio affidato o da affidare), L’ARO Termini Imerese (servizio affidato o da affidare), L’ARO Aliminusa Montemaggiore (servizio in house) L’ARO di Castelbuono (servizio in house) L’ARO di Collesano Isnello Gratteri (servizio affidato o da affidare) L’ARO di Pollina (servizio affidato o da affidare) Rimangono tredici i comuni che non sono riusciti a organizzarsi a far nascere un proprio ARO, dopo tanti avvisi, tante proroghe, è stata la SRR a creare un ARO unico ed affidare tramite gara il servizio a ditta esterna, questi comuni che faranno parte di un unico ARO, tra le mille difficoltà dovute ad un territorio a macchia di leopardo, sono: Altavilla, Baucina, Caccamo, Campofelice di Fitalia, Cefalà, Diana, Cefalù, Cerda, Cimmina, Mezzojuso, Sciara, Trabia, Ventimiglia di Sicilia, Villafrati. Per arrivare a questo dal 2010, anno della seconda riforma del sistema rifiuti, fino ad oggi il lavoro svolto dagli uffici della Regione, degli exATO e della SRR è stato enorme, si è dovuto gestire il passaggio del personale, il passaggio dei mezzi, delle attrezzature, la gestione degli impianti. Anche i Sindaci e i Comuni, hanno svolto un gran lavoro, hanno gestito la nascita degli ARO ed hanno affidato il servizio. Dopo tanto lavoro, la situazione dei rifiuti in Sicilia sembrerebbe andare a migliorare, ogni comune si è scelto la propria realtà e gestisce il servizio come meglio crede, ottenendo nella maggior parte dei casi ottimi risultati, ma oggi il governo regionale mischia di nuovo le carte in e vara la terza riforma dei rifiuti in 15 anni in Sicilia nascono le AGAR (Autorità di Governo di Ambito dei Rifiuti), questi nuovi organismi sono ancora allo studio e sembra che vogliano solamente sostituire le SRR per arrivare in breve tempo all’approvazione di un piano d’ambito funzionale……..ma questa è un’altra storia.

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