Arte sacra. Ultimati i lavori decorativi nella chiesa Maria SS. Immacolata di Alia

Venerdì, 11 Novembre 2016 03:17 Scritto da  Pubblicato in Alia
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Sono stati ultimati i lavori decorativi nello spazio absidale della chiesa Maria SS. Immacolata del villaggio Chianchitelle ad Alia. Un lavoro ideato e realizzato da Calogera Gattuso, con la collaborazione di Elisabetta Chimento, e la direzione del prof. Crispino Valenziano.

Progetto fortemente voluto sia dall’ex parroco don Antonino Di Sclafani sia dall’attuale, don Salvatore Mormino.
La figura del Crocifisso, posto nell’abside centrale, è il cardine di tutto il progetto. Padre Valenziano, prendendo spunto dalla Legenda aurea, ne ha suggerito l’impianto iconografico e simbolico degli alberi con cui è stata costruita la croce di Cristo. La Legenda aurea, scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine nel 1260, afferma che la croce fu fabbricata con il legno di quattro alberi, e racconta la “leggenda della vera croce”.
Essa ha inizio con Adamo che, in punto di morte, invia il figlio Set dall’Arcangelo Michele, per ottenere “l’olio della misericordia”, invece gli vengono consegnati dei semi dell’albero della conoscenza da porre sulla bocca di Adamo al momento della sua sepoltura. Da questo, causa della caduta dell'uomo, nascerà un albero il cui legno servirà per la Croce di Cristo, dunque per la resurrezione dell’uomo. Re Salomone, durante la costruzione del Tempio di Gerusalemme, fa tagliare l’albero, ma il legno non è docile a nessuna lavorazione. Si decise così di gettarlo nel fiume affinchè servisse da passerella. La regina di Saba, trovandosi a passare per il ponte, riconobbe il legno e profetizzò il futuro utilizzo della tavola. Per disposizione del Re Salomone, messo al corrente della predizione, che sarà causa di rovina degli ebrei, viene rimosso e gettato “ne le profondissime interiore della terra”. Quando Cristo fu condannato, la vecchia trave venne ritrovata dagli israeliti, disseppellita ed utilizzata per la costruzione della Croce.
Questo fu un tema estremamente caro all’Ordine francescano che spesso fece affrescare le chiese con episodi della leggenda, tra i più famosi il ciclo di affreschi di Piero della Francesca ad Arezzo. Tutti gli elementi contenuti nell’opera realizzata nella chiesa di Alia, sono elementi simbolici, a partire dall’oro utilizzato, materiale di per sé incorruttibile, che formando semplicemente il segno “Uno”, si ripete all’infinito, oltrepassando i confini tra le pareti absidali. Esso porta con sé il significato del principio Divino. Ogni cosa nasce dall’Uno. Il numero Uno è il tutto. Essendo indivisibile, indica principalmente l’unità, la sua forza sta nel valore qualitativo di unire e di origine, per questo motivo è un numero riconosciuto come sacro sin dall’antichità.
Tutte le tradizioni parlano di un origine in cui regnava l’unità, il non-manifesto senza divisione, l’unificazione delle energie e la totalità.
Da questa origine sono nate tutte le cose. Dal numero Uno scaturiscono due energie uguali e contrarie che formano la materia. L'unione di queste due energie, maschile e femminile, dentro l’Uno, creano la nuova vita.
L’unità è il principio armonizzante, ma se questa unità si rompe, lascia il posto alla molteplicità. E proprio da questa molteplicità di segni-simboli sono state decorate le pareti absidali della chiesa, armonizzando lo spazio su cui si stagliano i quattro alberi, ritti verso l’alto, costruendo un cono prospettico il cui punto di vista coincide con l’occhio dello spettatore, da impianto tipicamente medievale delle prime icone bizantine.
Per quanto riguarda la simbologia degli alberi dipinti nell’abiside, il Noce nella tradizione greca è legato proprio al dono della profezia, esso evoca il ternario sacro che presiede a ogni manifestazione, mentre il Cedro è il simbolo dell’immortalità e dell’eternità: l’incarnazione della grandezza d’animo e di elevazione spirituale. Il Cipresso per la sua verticalità assoluta, l’erigersi verso l’alto, indica l’anima che si avvia verso il regno celeste, mentre l’Ulivo, rappresenta Cristo stesso che, con il suo sacrificio, diventa strumento di riconciliazione e di pace per l’umanità. L’olio ricavato da esso, è il Crisma, usato nelle liturgie cristiane dal battesimo all’unzione degli infermi, dalla cresima, alla consacrazione dei nuovi sacerdoti.

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