Expo, la Regione decide di non pagare i fornitori. Tra essi sei aziende del Comprensorio

Venerdì, 15 Aprile 2016 09:16 Scritto da  Pubblicato in Comprensorio
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Non ti pago. Così la Regione Sicilia ha risposto ai fornitori siciliani (e non solo) di servizi e prodotti tipici allo stand isolano di Expo 2015, a cui aveva promesso il pagamento alla fine della kermesse. E tra centinaia di nomi, spuntano pure sei aziende con sede nel nostro Comprensorio.

Ad esse la Regione deve una somma complessiva di 11.576 euro, per beni tipici locali forniti a Expo e ancora non pagati e che forse non lo saranno mai. In particolare devono ancora ricevere 139 euro l'Azienda agrituristica Bergi di Castelbuono, 10.612 euro Madonie formaggi di Geraci Siculo, 104 euro Musotto Anna Maria di Pollina, 94 euro Olearia e costruzioni Aliminusa, 110 euro Panificio Tumminello Lucio e Vincenzo di Castelbuono, 517 euro Paolo Forti pure di Castelbuono. Anche loro si sono messi in fila a battere cassa davanti Palazzo d'Orleans, accanto a nomi certamente più famosi, come la band musicale dei Tinturia, che ha tenuto il concerto finale di chiusura della manifestazione, a cui la Regione deve ancora 23.180 euro, o più "grossi", come gli albergatori di Milano, che hanno ospitato i "papaveri" siciliani durante le loro trasferte milanesi, o "storici" del settore alimentare ed enogastronomico isolano (Condorelli, Zappalà, Tomarchio). Insomma, è un lungo elenco di imprenditori e professionisti che finora non hanno visto il becco di un quattrino, dopo avere però contribuito a fare fare bella figura alla loro isola all'esposizione universale chiusa a fine ottobre. E' stato il nuovo commissario Ignazio Tozzo, nominato dall’assessore all’agricoltura Antonello Cracolici, ad annullare tutti i contratti con i fornitori ed i professionisti già conclusi dall’ex dirigente Dario Cartabellotta per un valore complessivo di circa 2 milioni e mezzo di euro, perché pare che lo stesso abbia sottoscritto impegni di spesa senza la necessaria copertura finanziaria. Se fosse davvero così, un'altra mazzata è oggi caduta sulla testa dell'imprenditoria siciliana, già in grave affanno per la crisi. Ed allora? Ai creditori non rimarrà altro da fare che rivolgersi ad un avvocato, spendendo quindi altri soldi, per azionare il loro credito e fare causa a Crocetta & c. per le promesse non mantenute.

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