Stava per volare a Parigi con passaporto falso. Arrestato all'aeroporto Falcone e Borsellino

Mercoledì, 25 Novembre 2015 16:42 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
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Anche a Palermo la Polizia di Stato ha innalzato il livello di guardia nei confronti di potenziali episodi di natura terroristica.

 

Ieri pomeriggio ha arrestato un cittadino pakistano, il 25enne Aslam Temour, mentre stava per imbarcarsi su un volo di linea “Palermo-Parigi”, munito di un passaporto falso.

All'area partenze dell'aeroporto Falcone e Borsellino, un controllo accurato e congiunto di personale Digos e della Frontiera Aerea ha intercettato il pakistano mentre stava già svolgendo le procedure di accettazione per la partenza del volo diretto all’aeroporto di “Parigi Orly”.

Grazie al ricorso ad almeno due diverse identità, Temour, a partire dal 2011, è riuscito a superare i controlli italiani e transalpini, facendo la spola tra Italia e Francia.

Già nel 2011, attraverso la frontiera di Ventimiglia, è risultato “riammesso passivamente” in Italia dalla polizia francese e fatto destinatario di un provvedimento espulsivo del Prefetto di Imperia; se ne è avuta traccia nuovamente nel settembre 2015 quando sarebbe sbarcato a Catania, proveniente dalla Francia e, qualche giorno dopo, avrebbe chiesto asilo politico, avendolo, tuttavia, avuto negato presso il centro di “Pian del Lago” a Caltanissetta.

Forse, proprio in ragione di quel diniego, ieri Temour avrebbe scelto di tornare ad “indossare l’abito di una delle sue tante identità”, tentando di varcare la frontiera in direzione della Francia. I poliziotti hanno, però, notato la difformità delle effigi del passaporto e della richiesta di asilo e lo hanno bloccato quando l’autorità consolare pakistana ha confermato la mai avvenuta emissione del passaporto in questione.

L’uomo risulta in arresto per il reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Indagini sono in corso per verificare cosa abbia fatto in questi anni Temour e se sia stato aiutato, come è probabile, durante la sua lunga, illegittima permanenza in territorio nazionale.

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