Chiusa la maxi inchiesta per furto di corrente all’Enel. 133 persone rinviate a giudizio: c’è anche un termitano

Giovedì, 30 Aprile 2015 00:29 Scritto da  Pubblicato in Termini Imerese
Vota questo articolo
(0 Voti)

133 persone, nomi noti del commercio e della ristorazione del capoluogo e della provincia accusati di furto di corrente all’Enel. Le indagini traggono origine da denunce presentate dell’Enel a seguito della scoperta di anomalie, su alcune utenze commerciali, con il coinvolgimento di alcuni dipendenti dell’ente, quasi tutti immediatamente licenziati.

Le indagini, eseguite dalla squadra mobile, sono stati coordinati da un pool di cinque magistrati: Claudio Corselli, Maurizio Agnello, Renza Cescon, Claudio De Lazzaro e Gaetano Guardì. L'Enel, si è costituita parte civile. Nell’inchiesta sono finiti un elettricista di Borgo Nuovo (ideatore dell’innovativo metodo per rubare sulla bolletta) verificatori dell’Enel, titolari di ditta di impianti elettrici e della Soigea. Ma soprattutto nel mirino sono finiti commercianti e ristoratori conosciuti in tutta la provincia. Ad esempio di Palermo c’è Antonino Patti del cinema Metropolitan di viale Strasburgo (in questo caso non è stato ancora conteggiato il danno), Francesco Biondo, socio e legale rappresentante del bar Dolcissimo (117 mila euro contestati), Pietro Tirenna, titolare del bar Squisito, in viale Strasburgo (89 mila euro), Giuseppe Tirenna, titolare di un panificio su viale Strasburgo (47 mila euro), il bar Valdesi di Gaetana Ferrara (40 mila euro), la Cr ceramiche (25 mila euro). Ma c’ anche una ditta di Termini Imerese, si tratta del campeggio “Torre di Battilamano” di Termini Imerese di Salvatore Graziano.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.