Provvedimento di sequestro di beni nei confronti del direttore del dipartimento di prevenzione veterinario dell'Asp di Palermo per interposizione fittizia di beni

Mercoledì, 08 Aprile 2015 09:03 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
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Nella mattinata di oggi, la Polizia di Stato ha eseguito, a Palermo e provincia, un provvedimento di sequestro patrimoniale, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti del Direttore del Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’ASP di Palermo, nonché Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Palermo .

 

Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, su proposta della locale Procura della Repubblica, a conclusione della fase delle indagini preliminari, nell’ambito del procedimento penale che vede coinvolte 29 persone tra cui funzionari, dirigenti dell’ASP ed imprenditori del settore alimentare, la cui attività investigativa è stata svolta dalla Digos della Questura di Palermo.

I 29 soggetti, risultano allo stato indagati per reati contro la pubblica amministrazione ed inerenti la violazione della normativa di settore posta a tutela della salute pubblica nella commercializzazione di alimenti.

L’attività d’indagine ha evidenziato un sistema di cointeressenze, a livello imprenditoriale, intrattenute dal Funzionario pubblico con un noto esponente mafioso, Cataldo Salvatore, uomo di spicco di Cosa Nostra, nell’importante centro di Carini.

Su altro versante delle investigazioni, sono emerse numerose irregolarità nell’ambito dei controlli sanitari esperiti dal Dipartimento di Prevenzione Veterinario dell’A.S.P., sulla qualità delle carni da destinare al consumo.

In questo delicato settore di intervento sono state segnalate all’A.G. condotte illecite del direttore del citato Dipartimento che sarebbero state realizzate, violando dettati normativi e deontologici, pur di tutelare gli interessi di un allevatore senza scrupoli che avrebbe voluto commercializzare capi di bestiame infetti.

Solo l’intervento tempestivo della Polizia di Stato ha scongiurato l’immissione sul mercato di tali carni nocive per la salute pubblica.

 

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