Nuovo furto di rame. Palermitano arrestato dalla Polizia

Lunedì, 14 Aprile 2014 14:58 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
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Agenti della Polizia di Stato di Palermo hanno arrestato Michele Garofalo, 47enne palermitano, ritenuto responsabile del reato di tentato furto aggravato di cavi di rame in danno di “Trenitalia”.

L’azione, se portata a termine, avrebbe arrecato un danno patrimoniale alla ditta ed inevitabili ricadute sulla circolazione ferroviaria.

 

Ieri pomeriggio gli agenti, inviati dalla locale sala operativa su segnalazione anonima al 113 di furto in atto all’interno della linea ferroviaria Palermo-Messina, si sono recati in via G. Di Pasquale, ove sfruttando una recinzione danneggiata, hanno avuto accesso alla linea ferrata.

Immediata è stata per gli agenti l’individuazione, lungo i binari, di un uomo impegnato ad armeggiare con delle staffe di sostegno che fissavano delle canalette, nel chiaro intento di sottrarre cavi di rame.

Il malvivente, accortosi dell’imminente e tempestivo arrivo dei poliziotti, si è dato precipitosamente alla fuga, in un primo momento lungo la linea ferrata, dove si liberava degli attrezzi usati per sottrarre il rame, e successivamente, nei passaggi pedonali presenti nel sottopasso stradale che collega Corso dei Mille con via Brancaccio.

Gli agenti, con l’ausilio di un altro equipaggio, nel frattempo giunto sul posto, lo hanno inseguito, e dopo un breve tratto, lo hanno raggiunto e bloccato.

I poliziotti, dopo aver recuperato gli attrezzi usati dal pregiudicato, con l’ausilio di personale dipendente di Trenitalia hanno verificato l’effettivo danneggiamento delle canalette fissate al muro di cinta, riscontrando la mancanza di diversi spezzoni di rame.

L’ammanco complessivo del prezioso metallo è stato quantificato in circa 120 mt. per un valore commerciale di circa 3000 euro.

L’uomo, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato accompagnato presso la sua abitazione per essere sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, in attesa di essere tradotto, in data odierna, presso il Tribunale per essere giudicato con il rito della “direttissima”.

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