Il Comune verso il dissesto?

Venerdì, 20 Dicembre 2013 12:53 Scritto da  Pubblicato in Cefalù
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Con la bocciatura del piano di alienazione dei beni comunali atto propedeutico all'approvazione del bilancio 2013 fa ripiombare Cefalù sul baratro del dissesto finanziario. Tutto è avvenuto ieri sera durante il consiglio comunale. I dieci consiglieri di minoranza si sono astenuti provocando di fatto la bocciatura del piano.

“L’ostinata scelta di contrapposizione che ha portato “dieci consiglieri in cerca di autore” a bocciare in maniera inaudita, senza una dichiarazione di voto, senza uno straccio di motivazione, il medesimo piano di alienazione dei beni immobili dagli stessi favorevolmente votato lo scorso anno, fa ripiombare Cefalù sul precipizio del dissesto finanziario – ha dichiarato il sindaco Lapunzina -. Abbiamo fatto di tutto per evitare questa sciagura alla Città, riuscendo, persino, a sospendere la procedura di dissesto che la Corte dei Conti aveva avviato già nell'aprile 2012”.

 

In mattinata il primo cittadino informerà Regione e Ministero sugli esiti del voto che ha fatto saltare l'approvazione del bilancio di previsione 2013. “Attenderemo le decisioni che ne scaturiranno – ha concluso il sindaco di Cefalù -, sapendo che la più verosimile è la dichiarazione di dissesto finanziario”.

All'attacco anche i consiglieri del gruppo Pd che con un documento parlano di opposizione irresponsabile: “ Alla luce della mancata approvazione del Piano di alienazione dei beni, atto propedeutico al Bilancio 2013, a causa dell’astensione dei 10 consiglieri di opposizione, il Comune di Cefalù si avvia verso la dichiarazione di dissesto finanziario – hanno dichiarato i quattro consiglieri PD Vincenzo Garbo, Nicolò Pizzillo, Antonio Franco e Daniele Tumminello -. Il Piano di alienazione, bocciato dall’opposizione senza nessuna motivazione, non conteneva alcuna novità sostanziale rispetto a quello approvato all’unanimità lo scorso anno. Identici i beni inseriti, identici i pareri, fatte salve tre proprietà escluse perché, addirittura, già vendute”. Il documento si chiude con un accusa non tanto velata: “Abbiamo fatto il possibile per evitare alla città questa umiliazione, le cui cause risiedono tutte in quell’enorme mole di debiti che hanno precise paternità e maternità nel passato amministrativo della città. Quella destra, in cui è possibile riconoscere l’appartenenza politica dell’attuale opposizione, che ha causato il disastro finanziario di Cefalù completa la sua opera. Il cerchio si chiude da dove è iniziato”.
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