La Consulta stoppa il dissesto finanziario

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Il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina
In un comunicato diramato dal sindaco, Rosario Lapunzina, viene data notizia dell’intervento della Corte Costituzionale, adita anche dalla Regione Siciliana, la quale «con sentenza n° 219/2013, in accoglimento del ricorso proposto dalle Regioni a statuto speciale, ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell’art. 13 comma 1 secondo periodo del decreto legislativo 149/2011». Salta, insomma, anche per i comuni siciliani, l’immediata applicazione delle disposizioni «che autorizzano la Corte dei Conti – continua Lapunzina – alla procedura del cosiddetto dissesto guidato nei confronti degli enti locali» perché è necessaria una apposita norma di recepimento. Senza, si ricade in quell’eccesso di delega che non consente di andare oltre.
«Ne consegue, per il nostro comune, – dichiara Lapunzina – la caducazione dell’iter procedurale seguito dalla Sezione Regionale della Corte dei Conti, già peraltro sospeso dal giudizio della Magistratura amministrativa, cui, fra le altre, era stata opposta proprio la presunta inapplicabilità della norma». E il risultato, nell’immediato, è che «prosegue, senza ulteriori gravami giudiziari, l’iter del piano di riequilibrio decennale, cui il nostro Ente ha chiesto di aderire».

Uno stop a quella procedura di dissesto per debiti ereditati dalle precedenti amministrazioni che tanta preoccupazione aveva creato nei mesi scorsi nella comunità cefaludese. Ma il pericolo non è scampato. La situazione, certo, rimane prossima alla soglia d’attenzione. «Ciò non toglie – si affretta a ricordare il sindaco della cittadina costiera – che la situazione contabile del Comune, per come ereditata, resti grave e che occorrano misure idonee a sanarla».
Un tema, questo del dissesto, che aveva inevitabilmente scaldato, continuando a farlo, la politica locale con toni spesso molto accesi; gli stessi che spingono Lapunzina, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, a precisare a margine della notizia una certa «soddisfazione nei riguardi dei soliti mestatori della politica, che hanno in questi mesi inteso colpevolizzare la mia Amministrazione rea di non si sa bene quale ritardo. Nei confronti di costoro occorrerà predisporre un piano che li conduca al riequilibrio del loro approccio con l’Amministrazione e con la verità delle cose».