Tentarono di derubare una tabaccheria. Carabinieri arrestano due giovani palermitani ed un termitano

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La notte del 15 maggio dell’anno scorso, quattro giovani incappucciati, tentarono di derubare la tabaccheria di via Garibaldi a Termini Imerese. Nello specifico i malfattori cercarono in un primo momento di  neutralizzare il sistema di videosorveglianza esterna dell’esercizio commerciale, spostando le telecamere e in un secondo momento, dapprima con calci e pugni e dopo utilizzando un oggetto contundente, cercarono di sfondare la porta d’ingresso a vetri dell’esercizio commerciale, danneggiandola gravemente.

Non riuscendo nell’intento di introdursi nel bar/tabacchi ed impossessarsi dei beni ivi presenti, per cause indipendenti dalla loro volontà, consapevoli che le telecamere del sistema di videosorveglianza, sebbene fossero state spostate, erano riuscite comunque ad immortalare parte della loro azione delittuosa, il gruppo criminale decise di staccare completamente le telecamere e gettarle in un cassonetto dei rifiuti solidi urbani presente nelle vicinanze allo scopo di impedirne il ritrovamento da parte degli inquirenti e pertanto ostacolare l’attività delle forze dell’ordine finalizzata alla individuazione dei colpevoli del tentato furto con conseguente danneggiamento dell’esercizio commerciale. Nella stessa notte, qualche minuto dopo il tentativo di furto perpetrato in danno della tabaccheria, i quattro giovani, che cercavano, a bordo dell’autovettura Citroen C1, di proprietà di uno dei quattro, di dileguarsi per le vie di Termini Imerese, venivano sottoposti in Piazza Sant’Antonio, a quasi due chilometri di distanza in linea d’aria dalla tabaccheria e sicuramente nel tentativo di raggiungere l’autostrada A/19 per fare rientro a Palermo, ad un controllo di polizia da parte dei Carabinieri della Compagnia di Termini Imerese, impegnati nello svolgimento di un normale servizio perlustrativo del territorio e non ancora a conoscenza del tentativo di furto perpetrato in danno della tabaccheria di via Garibaldi. Nella circostanza i quattro giovani furono controllati e sottoposti a perquisizione atteso il sospetto suscitato nei militari circa la loro presenza, soprattutto dei soggetti palermitani, a quell’ora della notte, per le vie di Termini Imerese. L’esito del controllo fu negativo, ma i militari avendo fatto scendere i giovani dall’auto ed avendo effettuato la perquisizione a carico dei quattro riuscirono a memorizzare alcune delle caratteristiche somatiche degli stessi nonché l’abbigliamento indossato, elementi questi risultati fondamentali per la ricostruzione investigativa della vicenda. Infatti quando, nei giorni successivi all’evento furono acquisite le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, le stesse poste all’attenzione dei militari del Comando Compagnia di Termini Imerese, attirarono l’attenzione proprio dei militari costituenti l’equipaggio che nel corso della notte aveva fermato e controllato i quattro giovani a bordo della predetta Citroen C1. I due militari riconobbero, senza ombra di dubbio, nelle immagini registrate, tre dei quattro giovani fermati e controllati in questa Piazza Sant’Antonio a bordo dell’autovettura, come gli autori del tentato furto alla tabaccheria di via Garibaldi. Il riconoscimento si basò principalmente sulla completa coincidenza dei capi di abbigliamento indossati dai giovani fermati rispetto agli autori del tentativo di furto, sul fatto che uno dei quattro aveva un’andatura claudicante ed un altro aveva la barba. Il giorno successivo all’evento delittuoso era stata recuperata una delle telecamere del sistema di videosorveglianza, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, i Carabinieri della locale Compagnia, avviarono le indagine del caso, procedendo dapprima all’estrapolazione delle impronte presenti sulla telecamera recuperata nel cassonetto dei rifiuti nei pressi della tabaccheria e successivamente all’avvio di un’attività tecnica, nel corso della quale emergeva chiaramente il riferimento degli indagati: all’attività delittuosa compiuta dagli stessi la notte del 15.05.2012 con la contestuale ammissione delle proprie responsabilità; al controllo di polizia subito qualche minuto dopo il tentativo di furto da parte dei Carabinieri; al tentativo maldestro degli stessi di raccordarsi per imbastire una versione di comodo da fornire agli inquirenti nel caso di un eventuale interrogatorio per guadagnarsi l’impunità. L’attività investigativa permetteva pertanto di acquisire un quadro indiziario completo e incontrovertibile in danno di tre dei quattro colpevoli dell’azione criminosa, tanto che i Carabinieri della Compagnia di Termini Imerese avanzavano alla Procura della Repubblica di Termini Imerese richieste di misura cautelare nei confronti di Bartolomeo Lombardo, pregiudicato palermitano classe ’87, di Vincenzo Esposito, palermitano, classe ’86 e di Ruben Giambarveri, termitano, classe ’91, entrambi incensurati e disoccupati ed in data 16.05.2013 quel Tribunale, concordando pienamente con le risultanze investigative, valutando il concreto pericolo della reiterazione del reato e la pericolosità sociale degli indagati dimostrata, anche a dispetto del fatto che Esposito Vincenzo e Ruben Giambarveri erano incensurati, dalla professionalità mostrata nell’azione posta in essere e dalla violenza manifestata nel tentare di porre a segno l’azione delittuosa, emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Bartolomeo Lombardo e ordinanza di custodia cautelare in regime di detenzione domiciliare nei confronti di Esposito Vincenzo e Giambarveri Ruben. Alle prime ore dell’alba, ai predetti venivano notificati i suddetti provvedimenti e il Lombardo Bartolomeo veniva associato presso la casa circondariale “Cavallacci” di Termini Imerese, Vincenzo Esposito e Ruben Giambarveri venivano invece tradotti, dopo aver espletate le formalità di rito, presso il proprio domicilio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante. 

Nella foto: Vincenzo Esposito, Lombardo Bartolomeo, Ruben Giambarveri.