3 Aprile: la Carovana Internazionale Antimafie fa tappa nel paese madonita

Mercoledì, 27 Marzo 2013 00:28 Scritto da  Pubblicato in Caltavuturo
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Farà tappa il prossimo 3 aprile a Caltavuturo, per  la prima volta nella sua storia, la Carovana Internazionale Antimafie per il 2013, promossa da Arci, Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con Cgil, Cisl, Uil e La Ligue de Enseignement. La Carovana Antimafie nasce nel 1994 da un’idea dell’Arci Sicilia, con dieci giorni di viaggio da Capaci a Licata, attraversando il territorio con un percorso a tappe che, a un anno e mezzo dalle stragi di Capaci e via D’Amelio del 1992, si proponeva di portare solidarietà a coloro che in prima fila operavano per portare legalità democratica, giustizia e opportunità di crescita sociale nel proprio territorio, di sensibilizzare le persone per tenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso, di promuovere un maggiore impegno sociale e progetti concreti. La Carovana ha poi dal 1996 assunto un carattere nazionale ed internazionale.

La data ufficiale  di partenza per il 2013 è fissata il 30 marzo  a Tunisi, dal paese cioè che ha dato l’avvio al complesso percorso delle primavere arabe e in cui, dal 26 al 30 marzo, si svolgerà il Forum Sociale Mondiale. Dopo aver partecipato alla manifestazione conclusiva del Forum, il 30 pomeriggio i due furgoni della Carovana si imbarcheranno nel traghetto che li porterà in Sicilia (tra cui a Caltavuturo) e da lì nelle altre regioni italiane e nel sud della Francia. Saranno circa 70, le tappe di un viaggio che durerà 69 giorni e che si concluderà il 6 giugno con eventi a Milano e in contemporanea Firenze e Roma, per ricordare le stragi di mafia avvenute in quelle città 20 anni fa. Ci sarà una seconda parte di Carovana che raggiungerà in ottobre (dal 3 al 10) le città francesi di Marsiglia, Nizza, Tolone, Nimes e Bastia. Per quanto riguarda Caltavuturo, la giornata del 3 aprile sarà così articolata: per le ore 16,00 è prevista l’accoglienza della Carovana e subito dopo la proiezione in video dell’intervento di Don Ciotti in occasione della sua visita nel paesino madonita per il 120° anniversario della strage del 20 gennaio. Alle ore 17,00 invece si terrà presso la Piazzetta Peppino Impastato il primo flash-mob antimafia. Dopo saranno letti i nomi delle vittime di mafia; infine alle  ore 19,00 si procederà in corteo alla lapide dei martiri del 20 gennaio. In prima fila  nell’organizzazione dell’evento, i ragazzi dell’Arci 20 Gennaio che affermano: "Il passaggio della Carovana Internazionale Antimafia da Caltavuturo ci riempie d’orgoglio e ci ripaga di tutte le nostre fatiche. Un attività seria e costante, la nostra, fatta nel territorio, al fianco della gente e parlando di problemi concreti. Questo per noi significa fare politica, significa essere militanti e parteggiare. Significa stare dalla parte dei più deboli e di chi soffre. Perché la politica è bella se è fatta con il cuore e con passione. Nel corso di questi anni abbiamo lavorato tanto, abbiamo seminato e ora stiamo iniziando a raccogliere i primi risultati. Nel nostro splendido percorso abbiamo parlato di memoria, di diritti negati, di lotta alla mafia e alla corruzione: abbiamo parlato di futuro, di prospettive. Perché non è possibile immaginare un futuro migliore se nella mentalità degli uomini c’è una cultura omertosa, se regna ancora la mafia.  Ma Noi non ci arrendiamo, Resistiamo perché Esistiamo Gramsci ci ricorda che vivere vuol dire essere partigiani. Non possiamo più stare a guardare, dobbiamo metterci in gioco, metterci la faccia. E’ il momento dell’impegno. Un impegno che deve farsi NOI. Un impegno collettivo volto al cambiamento A Caltavuturo, per il passaggio della carovana, leggeremo tutti i nomi delle vittime di mafia. A quei nomi vogliamo aggiungere quelli dei contadini vittime della strage di Caltavuturo del 20 gennaio 1893. Riteniamo giusto e doveroso ricordarli, insieme a tutte le altre vittime dell’ingiustizia e delle prepotenza mafiosa. Uomini che hanno conosciuto la morte per aver lottato per i loro diritti, per aver rivendicato pane e lavoro. Noi li vogliamo ricordare cosi, con semplicità. Non un mero ricordo, ma una memoria che si fa azione. Quindi il passato collegato al presente. Continueremo per la nostra strada, non ci arrenderemo alle difficoltà e guarderemo avanti sempre con più forza e determinazione".

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