Giuseppe La Tona, di Bompietro, è il nuovo Presidente dell'Azione Cattolica della diocesi di Cefalù. Lo ha appena scelto il Vescovo mons. Vincenzo Manzella al quale l'assistente diocesano don Calogero Cerami aveva ufficialmente comunicato i tre nominativi indicati dal Consiglio Diocesano eletto il 23 febbraio dai delegati dell'Assemblea dell'associazione: oltre La Tona, Caterina Casamento e Giuseppe Bianca.
La Tona, 30 anni a maggio, sta per completare a Palermo il dottorato di ricerca in ingegneria informatica.
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Mentre la città è ogni giorno sommersa dai rifiuti e le aree e le sue strade sono palesemente sporche, un segnale diverso arriva dal mondo dell’associazionismo Sono stati infatti realizzati nelle settimane scorse due interventi di pulizia di piazza Marina. L’idea, partita dal Gruppo Scout Termini Imerese I°, ha visto la partecipazione dell’associazione cattolica della parrocchia Maria SS. del Carmelo. E’ stato Giulio Di Gaetano, da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo, a lanciare l’idea che ha ottenuto la solidale partecipazione degli associati per rendere uno spazio verde della città, purtroppo abbandonato all’incuria e alla inciviltà dei cittadini, vivibile e fruibile.

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Mercoledì, 17 Aprile 2013 09:35

Espero in edicola.Tradizione antifascista

Gruppi di oppositori anche se schedati, perseguitati, arrestati continuarono la scelta di “resistenza”. Gli oppositori al regime
mussoliniano si riunivano nel Salone Portera, nella sede dell’Azione Cattolica o nella libreria di Francesco Paolo Miceli

di Angela D. Di Francesca

Cefalù ha avuto in passato una forte tradizione libertaria, sia ad orientamento anarchico e marxista che cattolico, e questo ha sicuramente influito nella formazione, negli anni della dittatura fascista, di movimenti di idee antifasciste che, con carattere assolutamente trasversale, coinvolgevano persone diverse per età e provenienza
sociale. Essendo impossibile riunirsi in circoli (fu chiuso per un certo periodo anche il Circolo Unione), ed essendo attivo un efficiente servizio di spie dell’Ovra (la polizia segreta fascsta), che operava nelle grandi città come nei piccoli paesi, la circolazione e lo scambio delle idee doveva avvenire con molta cautela.

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