“Bere il fuoco con gli occhi”: nuova silloge poetica di Cruciano Runfola

0
8

La silloge poetica, inedita, “Bere il fuoco con gli occhi” di Cruciano Runfola si presenta come un itinerario interiore che attraversa l’esperienza umana nelle sue polarità fondamentali: luce e buio, vita e morte, speranza e disillusione. Nato ad Aliminusa nel 1967 e docente di letteratura italiana, Runfola, che vive a Cerda, concepisce la poesia come uno strumento per raccontare e interrogare la realtà. Nei suoi versi si percepisce infatti una costante tensione tra dimensione personale e riflessione universale, tra esperienza quotidiana e ricerca di senso.

I testi selezionati mostrano una scrittura fortemente evocativa e spesso visionaria. In “Oltre il finito” il poeta costruisce una sorta di esperienza liminale, in cui l’io lirico attraversa il buio per giungere a una luce che appare insieme rivelazione e mistero. Il paesaggio — la valle, il monolite, la montagna — diventa simbolo di una condizione esistenziale oscillante tra gioia e crollo improvviso, come se l’uomo fosse costantemente sospeso tra trascendenza e fragilità.

In “Il morso” emerge invece una dimensione più drammatica e sociale: la figura femminile diventa emblema di una bellezza violata e incompresa, ma anche segno di una dignità che rimanda a un’origine divina. Qui la poesia assume toni quasi profetici, denunciando la riduzione della persona a oggetto e invocando una “riscoperta dell’uomo”, del suo calore e del suo sguardo meravigliato.

Anche “Visio Crassa” insiste su questa tensione etica: il poeta osserva il mondo con disincanto, denunciando violenze e ingiustizie, ma salvando ancora la possibilità di credere nella solidarietà umana. Accanto a questi testi di forte intensità civile e spirituale, componimenti come “Il califfo”, scritto in dialetto, introducono una dimensione narrativa e popolare che rilegge episodi della tradizione religiosa con ironia e umanità.

La poesia di Runfola mescola registri diversi — lirico, epico, religioso e quotidiano — dando voce tanto ai grandi temi storici quanto alle figure marginali della società. Ne nasce una scrittura che, pur nella sua immediatezza espressiva, conserva una forte carica simbolica e spirituale. “Bere il fuoco con gli occhi” appare così come una raccolta che invita il lettore a sostare sulle ferite e sulle meraviglie del mondo, cercando nella parola poetica una forma di verità e di resistenza interiore.

Santi Licata

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here