Eco del Medioevo: Il mistero delle corna di Mosè

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Le corna hanno sempre appassionato storici e non solo, in ogni epoca.

Talvolta si uccidevano animali (e purtroppo accade ancora oggi) per custodirne il corno, o le corna, poiché ritenuti oggetti magici. Non mi dilungo sul significato, profondamente siciliano, del gesto delle corna, perché tale argomento meriterebbe un capitolo a parte.

Ma le corna, in un contesto religioso, e propriamente medievale, sono quasi sempre associate al diavolo, nemico dell’Altissimo.

E poiché nel Medioevo l’immagine ebbe un ruolo fondamentale nel veicolare messaggi e concetti, credetemi se dico che, quando ho visto l’immagine che segue, una domanda me la sono posta. La scena è celebre: si tratta della consegna dei Comandamenti a Mosè.

Ma vedete anche voi, o sono io a essere malizioso? Sul capo prestigioso di Mosè spuntano due corna.

Per la mia esperienza negli studi medievali, se c’è una cosa che ho imparato è che, nel Medioevo, in un testo come in un’immagine, nulla è inserito senza motivo: ogni elemento ha un senso, una giustificazione. Non certo per un fattore puramente estetico, concetto che comincerà ad affermarsi pienamente solo a partire dal XV secolo.

Cosa ci fa, dunque, uno dei personaggi fondamentali dell’Antico Testamento con delle corna?

La risposta si trova in una parola. Quando Mosè scese dalla montagna, il testo ebraico racconta che il suo volto “irradiava luce”. Ma la traduzione latina della Bibbia, realizzata da san Girolamo nel IV secolo, scelse un termine ambiguo: cornuta esset facies sua, “il suo volto era cornuto”. Non si trattava di un errore, ma di una fedeltà letterale a una lingua in cui i “corni” potevano significare anche “raggi”.

Gli artisti medievali seguirono alla lettera questa traduzione, persino il nostro Michelangelo.Ecco svelato l’arcano: queste corna non sono affatto demoniache, ma rappresentano il segno visibile dell’incontro con il divino.

Questa storia ci insegna che ogni traduzione è un ponte culturale. E talvolta, da una sola parola, può nascere un’immagine destinata ad attraversare i secoli.

Edoardo Torregrossa

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