Si parla di “Santi e feste: frutta secca e dolci” al Corso sulla Storia dei dolci siciliani promosso da BCsicilia e Università popolare

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Promosso da BCsicilia e Università popolare si terrà martedì 3 marzo 2026 alle ore 17 presso l’Associazione A.I.Q.Re.S. in via Siracusa, 10 a Palermo, la seconda lezione del Corso “Storia dei dolci siciliani”. Dopo la presentazione di Alfonso Lo Cascio, giornalista e Presidente  regionale di BCsicilia, seguirà l’intervento di Mario Liberto, agronomo e giornalista, Direttore del Dipartimento Cultura rurale e alimentare di BCsicilia dal titolo “Santi e feste: frutta secca e dolci”.

Sarà possibile seguire gli incontri anche on line. Obbligatoria la prenotazione. Per informazioni ed iscrizioni: Tel. 346.8241076 – Email: [email protected], Alla fine del seminario verrà rilasciato un Attestato di partecipazione.

Il secondo appuntamento del corso di “Storia dei dolci siciliani” è dedicato all’epoca medievale. L’isola, in quei secoli, fu crogiolo di civiltà. Bizantini, Musulmani, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi si succedettero nel governo dell’isola. Accanto a quelle “canoniche”, incisero profondamente anche altre presenze, degli Ebrei, i “Lombardi”, i Genovesi, ecc. In quel periodo il dolce assumerà le connotazioni di senso di festa, abbondanza, ritualità e naturalmente piacere condiviso. I pani, che erano sinonimo di sacralità, rito e straordinaria ordinarietà, si trasformano in strumenti carichi di significati simbolici: diventano espressione di celebrazione, status sociale e identità culturale. Nasce così il dolce. L’“eccezionalità” consisteva nell’aggiungere al pane ingredienti rari e costosi: miele, frutta secca, latte, formaggi o ricotta, fichi secchi, mosto d’uva. L’arricchimento dell’impasto non era soltanto una variazione gastronomica, ma un segno distintivo di prestigio e di festa. Grazie ai musulmani giunsero in Occidente, oltre allo zucchero, anche la cannella, il riso e molte altre spezie e prodotti fino ad allora sconosciuti o poco diffusi. Questi ingredienti segnarono una svolta decisiva, trasferendo nelle terre occidentali la raffinata e preziosa cultura dolciaria orientale e aprendo una nuova pagina nella storia dell’alimentazione siciliana ed europea.

Le successive lezioni si terranno il 10 marzo, l’argomento che sarà affrontato riguarderà “I dolci: dal Settecento ai Sabaudi”, seguito la settimana successiva, 17 marzo, con una relazione sul tema “Dolci: dalle grate dei conventi ai banconi delle pasticcerie” mentre il 24 marzo si parlerà de “I pasticceri siciliani e l’influenza degli svizzeri”. L’ultima lezione è prevista invece il 31 marzo e avrà per titolo “Le origini e la storia dei principali dolci siciliani”. In programma anche quattro visite guidate per la degustazione di dolci conventuali: domenica 15 marzo al Monastero delle Benedettine a Palma di Montechiaro e al Complesso Santo spirito della Badia Grande ad Agrigento e domenica, 22 marzo, ad Alcamo al Monastero di S. Chiara e a Erice al Convento di San Carlo.

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