L’ambientazione del presepe è tipicamente quella di una provincia Romana, in Palestina. Diviso in sei sezioni che raccontano e simboleggiano le tappe principali dell’Avvento di Gesù nella vita di ogni fedele nel presepe è possibile ammirare la villa patrizia, il mercato romano, i resti del tempio romano, l’ubicazione della Natività, la fonte d’acqua, il castello del re Erode e il villaggio di Betlemme.
Il presepe, ideato dall’artista Loredana Lo Nero, è stato realizzato da lei e dal maestro Mario Giuca, entrambi di Termini Imerese, ed è ospitato nella chiesa di Santa Maria La Nova a Palermo ed è visitabile, fino all’11 gennaio, tutti i giorni dalle 17,00 alle 19,00 e la domenica dalle 10 alle 12.
Il presepe è composto da più di 30 statue di cm 30 circa, ed è grande circa cinque metri per cinque mentre le piccole sculture sono in terracotta e stoffe trattate, come l’antica tecnica seicentesca di Giovanni Matera. E’ stato il parroco don Enrico Campino a volere che in questo periodo festivo il presepe fosse ospitato nella sua chiesa.
In primo piano si staglia la villa patrizia, dove i signori del palazzo insieme a centurioni e consoli romani, banchettano allietandosi con la danza di un’odalisca; la villa simbolicamente, ha alte mura che la isolano da tutto il contesto e dalla nascita di Gesù, volendo rappresentare l’uomo avido bloccato nelle sue sicurezze, cadendo nei vizi capitali come la gola, l’accidia e la lussuria. All’esterno della villa, invece troviamo, la gente comune che lavora affannosamente nei pressi di un mercato romano, chi vende pesci, frutta, brocche, fiori. Chi è impegnato nella taverna cuocendo cibo, sfornando pane e servendo ai tavoli e non possono mancare poveri operai che stanchi della giornata spendono le loro monete ubriacandosi. Tra le due scene fa capolino una strada, un sentiero che sale e che porta alla Natività, rappresentata, non in una stalla, ma tra le rovine di un tempio, simbolo dei fasti di un impero che è crollato dopo la Venuta di Cristo. Alle spalle di Gesù bambino un fiume, fonte di Acqua Viva, Cristo Gesù che si offre a noi per ristorarci e per donarsi come acqua che lenirà ogni nostro bisogno. Simbolicamente troviamo la donna che lava le vesti, e i portatori di vasi pieni d’acqua, troviamo anche un pescatore, volendo ricordare San Pietro e tutti gli apostoli, pescatori di uomini. In fondo vediamo il piccolo villaggio di Betlemme a sinistra, e il castello di Erode a destra; l’uno ha respinto la Sacra Famiglia, non avendo spazio per accoglierlo, l’altro perseguitava Gesù, avendo paura del Suo Avvento, che avrebbe sconvolto il proprio potere. Infine la scena viene chiusa da montagne molto alte, ma rigogliose di verde, da dove nasce la fonte d’acqua. Il presepe, nel 2013, è stato selezionato dal Comune di Roma e montato in piazza del Campidoglio.











