Travelexpo: allungamento della stagionalità turistica nuova frontiera per il turismo siciliano

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La preview della venticinquesima edizione di Travelexpo, che si è conclusa ieri, domenica 15 aprile, al CDS Hotels Terrasini Città del Mare, ha sancito, sul piano umano, professionale e imprenditoriale, la ripresa del mercato nell’era post-pandemica, attestata dalla vivacità e operosità di imprese e professionisti. Oltre 450 le ragioni sociali che hanno partecipato alla “Speciale Festa di Primavera” che ha visto alternarsi nel corso dei tre giorni circa 1200 operatori professionali.

“Al di là del momento celebrativo – ha sottolineato Toti Piscopo, patron di Travelexpo – che si è riempito di contenuti, tanti contratti, tantissimi contatti, emozioni e commozione, tutti gli addetti ai lavori presenti si sono rimboccati le maniche per delineare strategie ed azioni utili da attuare sulla strada dello sviluppo turistico della Sicilia turistica. Infatti, è stato ribadito che la nuova scommessa da vincere, come più volte sostenuto da questo giornale, è quella dell’allungamento delle stagionalità, prima considerata una opportunità ma che oggi costituisce un’assoluta necessità. Tema sul quale si deve auspicare un’alleanza strategica dei diversi livelli di Governo, da quello regionale a quello locale, al mondo imprenditoriale a quello professionale, come è emerso nell’ambito della MasterClass, organizzata in collaborazione con Anci Sicilia, a cui hanno partecipato ben dieci opinion leader del mondo accademico, della comunicazione ed imprenditoriale”.

Un obiettivo ampiamente condiviso anche dalla ministra del Turismo, Daniela Santanché, che nel suo videomessaggio in apertura dei lavori, ha evidenziato come “i numeri del turismo del 2023, anche dopo quelli particolarmente soddisfacenti di Pasqua, facciano ben sperare per l’imminente stagione estiva perché questo sarà l’anno del sorpasso rispetto al 2019, cioè il periodo pre-pandemico, che fu un anno eccezionale”. “Il turismo – ha quindi ribadito – è un volano per lo sviluppo economico nazionale e la Sicilia sta diventando sempre più una destinazione che raccoglie consensi. Dobbiamo solo risolvere il problema della destagionalizzazione, soprattutto in una terra come la Sicilia che ha un clima che consentirebbe di fare turismo 12 mesi l’anno. In questo può aiutare il titolo appena conferito ad Agrigento Capitale della Cultura per il 2025”.

Nell’ottica dell’allungamento delle stagionalità, la Logos, in collaborazione con Enterprise Europe Network, ha voluto promuovere a Travelexpo un workshop di altissimo profilo professionale di formazione ed informazione utile ad intercettare flussi turistici dal mercato cinese. Dopo i tre anni di blocco totale dei flussi, il turismo cinese è ripartito e l’Italia è tra i 40 paesi verso cui dal 15 marzo scorso sono consentiti i viaggi di gruppo. Adesso tocca quindi alla Sicilia mettersi in gioco per conquistare un target che fino a qualche anno fa considerava solo Taormina meta possibile di un viaggio nell’Isola. I turisti cinesi, infatti, hanno cambiato approccio nel modo di viaggiare: ora cercano le esperienze. E dunque la Sicilia può diventare la destinazione ideale. Tanto più che con il nuovo collegamento di Turkish Airlines via Palermo, oltre che Catania, la Cina è veramente più vicina.

Non a caso, è stata particolarmente apprezzata la nuova area espositiva ExpoFood&Winexperience che ha dimostrato potenzialità di altissimo livello per rilanciare azioni di contaminazioni tra i diversi settori economici che dal turismo possono trarre benefici ed offrire, allo stesso tempo, elementi di attrattività, rimodulabili secondo i diversi periodi dell’anno.

“Adesso si fa rotta verso l’edizione di settembre – ha concluso Piscopo – in cui sarà presentato il libro che racconta i “25 anni del turismo siciliano” contestualizzato nell’ambito dello sviluppo turistico della Sicilia, ma in cui sarà indicata questa nuova possibile frontiera per il turismo siciliano, almeno per il prossimo quinquennio. Un banco di prova anche per chi è “seguace del dire” e chi invece è “seguace del fare”.