Termini Imerese, spiaggia cercasi: lettera aperta all’on. Luigi Sunseri

Lunedì, 26 Aprile 2021 09:06 Scritto da  Pubblicato in Termini Imerese
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“Questa mattina, l’ARPA, i Vigili del Fuoco, la Guardia Costiera e l’Ufficio Tecnico Comunale, accompagnati da me e dal Sindaco Maria Terranova, hanno svolto un’ispezione presso lo stabilimento ex Olis di Termini Imerese…
La nostra costa è gravemente deturpata da tale scempio. Lo è in termini ambientali e di sicurezza, ma lo è anche in  termini di immagine della città. E mi sembre che sia arrivato il momento di mettere un punto e di trovare una soluzione”. Questo il post dell’On. Luigi Sunseri venerdi scorso.
Chi di noi, non ha mai osservato dall’alto del Belvedere di Termini Imerese tra il verde dei pini e degli eucaliptus e il blu cristallino del mare quell’enorme edificio da sempre denominato Olis, posto sulla riva del mare a pochi metri dalla battigia. Una battigia che abbiamo visto in questi ultimi anni sempre più lambire il “mostro” silenzioso accovacciato, su un posto così bello, ma perso nel tempo.
Fermiamoci qui. Questa è la realtà.
Ma la realtà molto spesso e ben diversa da quella che a volte vediamo e che a volte ci viene raccontata. Molto spesso ci rimanda ad “altro”
E noi non abbiamo bisogno di edulcorarla con i nostri ricordi belli o brutti che siano (non dimentichiamo che in quel posto una giovane vita si è spenta).
La realtà è stata sempre lì, da tempo, eppure solo oggi si accendono i fari per renderla visibile a tutti, affinchè tutti ne condividano lo scempio e soprattutto le lodevoli iniziative per porvi fine.
“Adesso a seguito delle relazioni (di ARPA e Vigili del Fuoco, le pezze di appoggio) decideremo con l’Amministrazione Comunale, quale sia la strada migliore da seguire per mettere fine a questo scempio”.
Sulla sensibilità per le problematiche ambientali dell’on. Sunseri e della Sindaca Maria Terranova, non abbiamo motivo di dubitare, per cui eliminare questo scempio ci sta tutto.
Certo le difficoltà ci sono. La proprietà privata e pubblica nel contempo non favorisce certamente la demolizione. Per metterlo in sicurezza per la pubblica incolumità, basta recintarlo e inibire quel tratto di costa. In fondo quello che è stato fatto.
Ma ovviamene l’obiettivo è quello di abbatterlo, rimuoverlo.
Solamente in questo modo si può recuperare un’area degradata, recuperare l’ambiente circostante ma soprattutto avere la possibilità di una spiaggia, impossibile ad oggi sia per il pericolo di crolli che per il degrado.
Per rimuoverlo occorre essere proprietari, e quindi acquistarlo oppure espropriarlo ma a che titolo? Credete il Comune abbia oggi le finanze necessarie per un tale acquisto?
Stiamo giornalmente facendo lievitare un debito di quattrocentomila euro (oggi sono novecento) nei confronti della Solfin Società concessionaria del Grand Hotel delle Terme, per mancanza di liquidità di cassa, figurarsi comprare una struttura per demolirla.
Siamo comunque in attesa di vedere cosa esce dal cilindro dell’on. Sunseri.
Una riflessione comunque va fatta.
In fondo caro Onorevole, i termitani una spiaggia, si esatto “la spiaggetta” come siamo abituati a chiamarla, ce l’hanno e diciamo pure, se la sono fatta bastare, per tutti questi anni.
La sua pertanto è solamente una battaglia ambientalista. Ci crediamo.
Certo, pensare dal punto di vista ambientale, quello che volete fare del porto di Termini, qualche riflessione andrebbe pure fatta.
Ma certo, mi dirà lei: un porto se è commerciale deve essere tale. Deve avere piazzali, strade, traffico etc etc. E noi siamo d’accorso con lei.
Quello su cui non siamo d’accordo sono  le dimensioni di questo porto e gli  obiettivi cui è stato destinato. Da altri si intende.
Per farle capire quello che le voglio dire le porto un esempio. Mettiamo caso che lei possieda un garage dove ci sono al massimo due posti auto. E il suo garage diventa attrattivo per un camionista della zona che vuole utilizzarlo per il suo mezzo ed al quale non può dire di no.
Comprenderà che fare entrare un autocarro dove possono stare due auto è una forzatura per usare un eufemismo, non volendo dire che è una violenza, meglio uno stupro.
Ecco quello che si sta facendo con il porto è più o meno questo .
Dirà lei. Ma se non si fa così, ci dicono (Autorià Portuale) che l’intervento sarebbe monco, e non risolveremo i problemi di Palermo.
E si, perché oramai è chiaro, lo sanno tutti quale è il progetto. Forse gli unici a non averlo capito siete voi. O no?
Fa bene comunque on. Luigi Sunseri a cercare in fretta e furia una nuova spiaggia, perché, sia onesto, lo dica ai Termitani che la spiaggetta se la possono dimenticare.
Rimarranno le foto, certo, che qualche nostalgico, pubblicherà fra qualche anno per ricordarci come eravamo.
In fondo, già che ci siamo, perché non dire pure agli amici diportisti, che nonostante le declamazioni dell’Assessore Preti sul grandioso porto turistico che ci andranno a costruire (chiaramente dopo che si fa quello commerciale e  se ci saranno i soldi, se il posto sarà ritenuto congruo se il depuratore sarà spostato etc etc…), perchè non dire che il porticciolo turistico lì dove è nell’attuale Piano Regolatore, cioè vicino la città, la spiaggetta, quelle strutture ottocentesche, che potrebbero diventare ricettivo-turistiche, non potrà mai essere realizzato perché renderebbe inutile quell’enorme piazzale lato nord che in parte è già interrato e successivamente ingloberebbe la spiaggetta e  le strutture fino alla Capitaneria.
Comprendiamo benissimo onorevole Luigi Sunseri, un porto commerciale ha bisogno di spazi.
Quindi cari termitani, incominciate a pensare a dove andare a mare prossimamente, ed ai giovani a trovarsi un altro posto dove sorseggiare un drink guardando il tramonto.
Non possiamo comunque non dire che l’attività di indagine dell’on. Sunseri ci sembra estremamente meritoria.
Si sta preoccupando di noi, darci non più una spiaggetta, ma una signora spiaggia.
In fondo l’on. Sunseri è siciliano come noi, e lo sa che noi siamo un popolo avvezzo a continue dominazioni, soprusi, angherie, etc, ma se se ci “ncuetano la donna”  facciamo scoppiare i Vespri Siciliani e come successo trenta anni fa per un pezzo di spiaggetta abbiamo bloccato la costruzione di una piattaforma di cemento utile solo per la ditta esecutrice.
Caro onorevole dobbiamo ringraziarla per la sua sensibilità ambientale, che ci commuove , e per l’attenzione che ha verso i termitani amanti del mare. Grazie veramente di cuore.
P.S. Per le spese di demolizione dell’Olis (acquisto compreso) ne parli con il suo amico Dott. Pasqualino Monti. Anzi ne approfitti anche, per chiederle se può, visto che i soldi all’Autorità Portuale non mancano, lo spostamento del pennello a mare, che proprio da lì parte. Sa non vorremmo che qualche mareggiata estiva, possa creare qualche improvvisa rottura e i termitani e mi lasci aggiungere tutti i turisti che verranno, si trovino in un mare di… e voi fare una figura di …….
Maria , che genialità!!!!
(Lettera firmata)

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