Archeoastronomia: da Custonaci a Gela, da Pietraperzia a Caltanissetta, gli indicatori solstiziali punteggiano il territorio siciliano

Venerdì, 16 Ottobre 2020 01:46 Scritto da  Pubblicato in Archeoastronomia in Sicilia
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Grazie a nostri interventi in congressi scientifici di livello internazionale e ad una serie di saggi e comunicazioni giornalistiche apparse anche sulla rete, l'idea dell'esistenza di segnalatori solstiziali in forma di rocce forate si è propagata, raggiungendo molti appassionati in varie parti della Sicilia.
Ci sono così cortesemente giunte una serie di segnalazioni che con il passare del tempo sono andate accrescendosi di numero; anche perché i sopralluoghi di volta in volta effettuati, quasi sempre con la guida e l'assistenza sicura dell'anziano prof. Polcaro, che generosamente accorreva sempre al nostro invito, dimostravano il perfetto orientamento solstiziale della grandissima maggioranza dei monumenti la cui esistenza ci era cortesemente indicata da ricercatori locali. Un gruppo di Studiosi gelesi ci accompagnava alla roccia forata di Cozzo Olivo (fig.1) che, grazie alle misurazioni astronomiche di Vito Francesco Polcaro ed alle attente considerazioni geologiche di Giuseppe Collura, si svelava anch'essa quale un osservatorio solstiziale, ricavato artificialmente per cogliere tanto l'alba del solstizio d'inverno che il tramonto di quello estivo, grazie al paesaggio circostante piuttosto piatto.



Un altro manipolo di appassionati, guidati da un anziano cavapietre grande conoscitore dei luoghi, ci permetteva di confermare l'esatto orientamento al tramonto del solstizio d'inverno dello spettacolare monolite zoomorfo di Custonaci (fig.2), certamente uno fra i più interessanti ed affascinanti fra i monumenti da noi studiati. Nessun dubbio sull'artificialità del suo collocamento e del suo esatto orientamento, confermato ulteriormente da un secondo punto di mira di tipo megalitico orientato all'alba del solstizio invernale, a pochi metri di distanza. Ad un amico dello stesso gruppo di appassionati dobbiamo la scoperta del sito del Castellazzo alle pendici di Monte Erice che possiamo definire anch'esso di tipo megalitico.