Tribunale annulla sequestro contro Giaconia srl

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Il tribunale del riesame di Palermo ha accolto il ricorso degli avvocati dell’azienda madonita del settore della grande distribuzione

Il tribunale del riesame di Palermo ha annullato il sequestro preventivo della Giaconia srl scattato lo scorso 1 giugno su richiesta della Procura di Termini Imerese secondo la quale l’azienda madonita non avrebbe versato le imposte all’Agenzia delle Entrate.
Ne da notizia LiveSicilia.
“Il presupposto in base al quale è stato disposto il sequestro preventivo era errato come si desume dalla dichiarazione annuale IVA 2014 relativa all’anno 2013. La dichiarazione presentata espone un debito d’imposta di 89.338 euro ammontare quest’ultimo di gran lunga inferiore al limite di 250.000,00 previsto dalla legge, come soglia di punibilità. In ordine a tale saldo IVA, va precisato in oltre che in data 29 settembre 2014 (data quest’ultima antecedente a quella prevista dalla legge per il versamento dell’acconto 2014) la società ha effettuato, a deconto del debito IVA 2013, un ulteriore versamento di 39.438,00, riducendo così l’importo ancora dovuto per l’anno 2013 ad 49.900,00, già regolarmente pagato il 16/09/2015” hanno dichiarato i legali che da subito avevano inviato una nota ai giornali che avevano riportato la notizia del sequestro.

1 COMMENT

  1. RIBADISCO NON SI POSSONO COMMETTERE COSI’ TANTI ERRORI A DANNO DELL’AZIENDA F.LLI GIACONIA IN POCHI MESI, NON PUO’ ESSERE SOLO UN CASO!!!
    L’ho scritto quando è apparsa la notizia sulla stampa, solo sulla base delle dichiarazioni dell’azienda dei miei compaesani e amici F.lli Giaconia. Adesso il tribunale del riesame di Palermo accerta che si è trattato di un errore e procede al dissequestro disposto dal GIP.
    Che dire 2 scandali in pochi mesi a danno di un’azienda che appare sana e che da lavoro in Sicilia ad oltre 400 dipendenti sono un fatto grave e una coincidenza veramente sfortunata e inquietante.
    E se ci fosse un disegno subdolo e sopraffino di potenziali concorrenti o di organizzazioni criminali che organizzano con la connivenza di pubblici dipendenti azioni illecite per danneggiare o per quant’altro l’azienda geracese?
    Sono certo che queste domande se le pongono in tanti e che anche la magistraturà se le sarà poste.
    Intanto plaudiamo al sistema giudiziario che in pochi giorni ha fatto chiarezza su questa vicenda incresciosa.

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