73 nuove farmacie da aprire nella provincia di Palermo. Ma i vincitori del concorso attendono da tre anni

Mercoledì, 02 Novembre 2016 07:48 Scritto da  Pubblicato in Area metropolitana
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La legge Monti del 24 gennaio 2012 consente l’apertura di 222 nuove farmacie nella Regione siciliana: la maggior parte nella provincia di Palermo, che prevede 73 nuove sedi, seguita da quella di Catania con 48 sedi, e poi da Ragusa, Messina, Trapani, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta ed Enna.

I vincitori del concorso, tutelati da due sentenze del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia e del Tar di Palermo, continuano a chiedere che vengano rimossi tutti gli impedimenti a livello burocratico che di fatto congelano l’applicazione della norma. «Il progetto avrebbe dovuto realizzarsi entro l’anno 2013 – precisa Giuseppe Augello, coordinatore dei vincitori del concorso straordinario per l’assegnazione delle nuove farmacie – Si parla di apertura di farmacie in zone dove il servizio è carente , e quindi viene meno o addirittura ignorato il pubblico servizio. La litigiosità generata da interessi personali ha provocato una serie di cause civili, ma il pubblico interesse non può essere prevaricato o bloccato». Non si comprendono le motivazioni che portano a questa lentezza burocratica, visto che, secondo Augello, «il provvedimento legislativo darebbe parziale risposta alla disoccupazione intellettuale e si creerebbero nuove occasioni lavorative a costo zero per la collettività, con conseguente sviluppo dell’indotto. Una lentezza presente soprattutto in meridione, dove certa politica riesce a proteggere interessi di consolidate posizioni, a danno dello sviluppo sociale». Il coordinatore del concorso straordinario sottolinea la situazione rilevata in Sicilia. «In buona parte delle regioni italiane – dice Augello – la norma è una realtà, e se la legge tutela tutto il territorio nazionale, non si comprende perché la Sicilia, anche se regione di confine, debba sempre eccellere in inettitudine, sciatteria e depressione dello sviluppo economico. Non si capisce perché si debba sempre guerreggiare – prosegue – A cosa serve annunciare con altisonanti proclami nuovi concorsi quando poi si blocca la loro conclusione?». I farmacisti vincitori del concorso continuano quindi la loro battaglia e chiedono l’apertura delle sedi farmaceutiche, ricordando e sottolineando il danno economico che deriva dalla situazione di stasi a cui gli enti preposti li sottopongono.

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