Non erano “furbetti del cartellino”. Il gip di Termini respinge la tesi dell’accusa contro i dipendenti comunali di Caccamo

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Non luogo a procedere. E’ finita così, con questa formula liberatoria per gli accusati, l’indagine avviata nel 2013 dalla procura di Termini Imerese, contro 42 dipendenti del comune di Caccamo, accusati di assenteismo e truffa.

Secondo gli inquirenti, gli impiegati, dopo avere timbrato il cartellino delle presenze, si allontanavano dal posto di lavoro facendo altro. Ed invece oggi, dopo mesi di indagini e ore di filmati registrati, è arrivata la smentita alla tesi accusatoria ed i dipendenti sono stati tutti prosciolti dal gip del tribunale di Termini, perché i reati a loro attribuiti e gli elementi di prova raccolti dal PM “sono insufficienti e non idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Finisce così in un nulla di fatto questa vicenda, che aveva portato alla ribalta un pezzo della burocrazia comunale caccamese, accusata di essere composta da “furbetti del cartellino”.