ESPERO IN EDICOLA. Tutte le bugie di Burrafato

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Aveva detto che i gonfaloni sulla Porta Palermo non erano invasivi e la Soprintendenza l’ha costretto a togliergli, che il muro di Età romana non era stato toccato e invece i pezzi erano ancora sul posto, e infine che una statua del Museo non era stata spostata e invece “magicamente” si ritrova da un’altra parte 

Sarà che ormai è in piena campagna elettorale e magari un po’ distratto, ma da un po’ di tempo a questa parte Totò Burrafato non ne “azzecca” una, almeno con SiciliAntica. Forse meglio, ha cambiato strategia nei confronti della vivace associazione termitana. E’ passato dall’indifferenza, considerato che non pagava, all’attacco duro, ripetendo sempre le stesse cose e negando tutto, anche l’evidenza. 
Ripetere sempre la stessa cantilena: che ciò che denuncia SiciliAntica è una bufala, che non è vero niente e che l’associazione fa polemica senza costruire. Su questo aspetto SiciliAntica è stata sempre molto chiara: “quando vuole siamo pronti a fornire al Sindaco un elenco delle iniziative importanti portate avanti da SiciliAntica, con una ampia rassegna stampa, e le proposte che questa Associazione ha trasmesso al Comune e di non cui non ha avuto mai risposta”. Altra accusa che Burrafato continua a ripetere che l’Associazione fa politica. Proprio questo, scrive SiciliAntica, da circa sei mesi è diventata una forma di ossessione per il sindaco: vedere nemici “politici” in ogni dove. Ma andiamo alle ultime denunce dell’Associazione SiciliAntica con cui si segnala il cambiamento di strategia del Sindaco. Prima segnalazione è il danneggiamento di un tratto di muro di Età Romana in Opus reticolatum risalente al I sec. d.C. molto probabilmente durante l’attività di diserbo dell’area. Il sindaco replicava con un comunicato in cui affermava che non era vero nulla, che SiciliAntica lanciava accuse false e non capiva cosa c’entrasse il diserbo. “Certe volte – scrive SiciliAntica – sembra pure ridicolo rispondere. Spieghiamo al Sindaco che il diserbo è la pratica che si compie in agricoltura o in giardinaggio per l’eliminazione delle piante infestanti. E in quei giorni erano in corso sulla Serpentina dei lavori di pulitura. E’ stato durante questa operazione che uno degli operai ha “ripulito” il muro romano, senza colpa, perché nessuno ha spiegato  che non bisogna intervenire in quel luogo perché esisteva un bene culturale”. Ma SiciliAntica ha anche documentato fotograficamente il danneggiamento, basta guardare la foto sotto, dove nonostante i gradini siano stati ripuliti si intravedono ancora  alcuni frammenti di Opus reticolatum. “Abbiamo imparato con questa Amministrazione – afferma SiciliAntica – a chiedere una documentazione fotografica prima di accettare qualsiasi segnalazione, dopo l’increscioso episodio del cinquecentesco dipinto del Novelli nel Museo Civico, incollato con l’attack, e successivamente negando, non solo il fatto, ma addirittura l’esistenza dello strappo nella tela sostenendo che non era mai esistito. Da quel giorno abbiamo capito con chi avevamo a che fare e quindi  era meglio documentare”. 

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