Espero in edicola. Il Castello di Roccella "declassato" a Torre

Giovedì, 23 Maggio 2013 11:41 Scritto da  Pubblicato in Campofelice
Vota questo articolo
(0 Voti)

Per iniziativa dell’ex assessore comunale Cicero è stata costituita una ATS denominata “Rete delle torri di avvistamento”, con l’obiettivo di riunire i Comuni che conservano testimonianze di questi importanti avamposti militari. Ma c’è un piccolo particolare trascurato: la Roccella era una fortezza. L’errata conoscenza delle dinamiche storiche, soprattutto da parte di chi questo territorio è chiamato ad amministrare, vanifica i progetti. Sarebbe stato sicuramente più opportuno promuovere un itinerario dei castelli costruiti dai Ventimiglia, oppure di quelli costieri, facendo notare in questo caso la straordinaria somiglianza del nostro sito con il maniero di Aci Castello

Nello scorso mese di aprile alcune testate giornalistiche locali hanno riportato un comunicato a firma del già assessore del comune di Campofelice di Roccella Cicero.
Nel comunicato si dava notizia della costituzione di una ATS denominata “Rete delle torri di avvistamento e di difesa della Sicilia”, con l’obiettivo di riunire alcuni comuni ricadenti sulle coste siciliane che nel loro territorio conservano una o più testimonianze di questi importanti avamposti militari della Sicilia del XVI secolo.
Di per sé questa sarebbe un’ottima notizia, finalmente le piccole realtà isolane hanno capito che occorre uscire dalle logiche del campanile e mettere insieme le proprie risorse per dare, in questo caso specifico, una visione organica e più appetibile di un momento di grande interesse per la storia della Sicilia.
In tutto ciò c’è però un piccolo particolare che è stato trascurato: il sito attraverso il quale il Comune di Campofelice di Roccella è stato individuato come coordinatore del tavolo tecnico, la Roccella, non può essere considerata né una “torre” stricto sensu, in quanto fin dalla sua costruzione (ultimi decenni del XIV secolo) era parte di un insediamento residenziale più ampio per cui è più giusto chiamarla castello e non torre, e ancora meno di “avvistamento o di difesa”, poiché si possono così circoscrivere quelle strutture, fra l’altro architettonicamente ben definite, sorte lungo l’intera costa della Sicilia sullo scorcio del XVI secolo, sul pubblico demanio, a breve distanza l’una dall’altra, con lo scopo di assicurare un pronto intervento contro le incursioni piratesche (la torre alla Calura di Cafalù ad esempio).


L'ARTICOLO INTEGRALE SU ESPERO IN 
EDICOLA

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.