Nella mattinata del 3 agosto 2015, a Santa Flavia e presso il carcere di Tolmezzo (UD), i Carabinieri hanno notificato un’ordinanza del GIP di Palermo che dispone l’applicazione di misura cautelare per il reato di tentata estorsione, in concorso, aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare Cosa Nostra, nei confronti di Pietro Liga, arrestato nel maggio 2013 nell’ambito dell’operazione di polizia ARGO e condannato, in via definitiva, a 10 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione, in quanto esponente della famiglia mafiosa di Bagheria; Rosa Costantino e Maria Liga, rispettivamente moglie e figlia dell'uomo, sottoposte alla misura degli arresti domiciliari.

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