Arriviamo davanti la porta sgangherata. È aperta. Con noi Giuseppe Biundo, ingegnere ed esperto in tutela e gestione dell’ambiente e bonifica dei siti contaminati, e Salvo Fullone, assessore ai lavori pubblici del comune di Collesano. Una casetta dimessa, ancora ordinata nelle linee essenziali del corpo, giù a valle, in quella contrada Liste che non è nota ai più. È in fondo alla strada: ingresso dalla provinciale per Scillato, in contrada Ferro. L’asfalto tutto sommato tiene ancora bene. Dopo Giambardaro, ecco Liste. Due punti segnati nella mappa del carbone bianco, dove stanno i fantasmi di quelle che furono le gloriose centrali idroelettriche delle Madonie.
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Nel 1908 nel paese madonita entrava in esercizio uno dei primi impianti idroelettrici dell’isola. Anche oggi il centro montano è apripista nello sfruttamento della fonte energetica rinnovabile per antonomasia: l’idroelettrico. Produrre elettricità utilizzando l’acqua in movimento con un ritorno economico a favore dei servizi per la collettività

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