Giovedì, 16 Novembre 2017 23:30

Il boss mafioso Totò Riina in fin di vita

Sarebbe in fin di vita il boss corleonese Totò Riina. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, è ancora considerato il capo indiscusso di Cosa nostra.

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno dato esecuzione al decreto di sequestro dei beni emesso dal Tribunale nei confronti di un boss mafioso.

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Un’attività svolta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Palermo ha consentito il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro a carico del 62enne palermitano Salvatore Milano, inteso “Tatieddu o Totuccio” (in questo momento libero, tratto in arresto durante l’operazione “Perseo”).

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Al boss di Porta Nuova in carcere Giovanni Di Giacomo e al fratello Giuseppe, ucciso lo scorso 12 marzo non era andato giù il fatto che Natale Giunta, chef famoso per la sua partecipazione al programma La Prova del Cuoco di Rai1, avesse denunciato e fatto condannare i suoi estorsori. Per questo i due fratelli avevano progettato nuove ritorsioni.

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I Carabinieri di Palermo, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo hanno arrestato per associazione per delinquere di stampo mafioso 8 persone, esponenti di vertice del mandamento mafioso di Palermo “Porta Nuova”.

Il sodalizio, che si articola nelle famiglie mafiose di “Porta Nuova”, “Palermo Centro” e “Borgo Vecchio”, riveste grande importanza nelle dinamiche criminali di “Cosa Nostra”, in quanto opera nel cuore della città dove sorgono alcune tra le più importanti attività commerciali, i tre mercati storici (“Ballaro”, “Capo”, “Vucciria”) e il porto.

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I Carabinieri del Nucleo  Investigativo del Comando Provinciale di  Palermo  stanno  eseguendo 8 provvedimenti restrittivi, emessi dalla locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettante persone appartenenti al mandamento mafioso di “Porta Nuova”, ritenute responsabili, a vario titolo, di “associazione per delinquere di stampo mafioso”.
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