Sì è svolta ieri nel Chiostro della chiesa Santa Maria di Gesù a Collesano, organizzata dalla Pro Loco, la presentazione del libro: Catalogo Collesano (Brevi incursioni diverse in una lunga storia ceramica) di Tommaso Gambaro.
All’evento ha partecipato un numeroso pubblico a testimonianza dell’interesse rispetto al tema identitario della comunità che è la ceramica. Proprio di identità ha parlato il sindaco di Collesano Tiziana Cascio che, nel suo intervento, ha sottolineato: “l’impegno costante dell’amministrazione comunale va nella direzione della ricerca di idee e di soluzioni per la realizzazione di un museo della ceramica che implica la creazione di uno spazio per la conservazione e l’esposizione di manufatti ceramici, che richiede una pianificazione strategica per la raccolta di opere, la progettazione dell’allestimento, la definizione di percorsi didattici e la valorizzazione del patrimonio ceramico locale e storico. Per realizzare tutto questo chiedo, e sono certa non mancherà, la collaborazione di due esperti professori come Termotto e Gambaro.”
Il Commissario Straordinario Salvatore Caltagirone nel suo intervento ha sottolineato: “ancora una volta la comunità collesanese in tutte le sue componenti sociali ha dato dimostrazione di grande vitalità culturale, contribuendo attraverso l’identità storica, al potenziamento delle attività che la rete dei geoparchi si aspetta. Le comunità madonite hanno ormai capito l’importanza della rete mondiale Unesco grazie alla quale arrivano cospicue somme nelle casse comunali da reinvestire per il miglioramento del territorio per aderire alle richieste dell’organismo mondiale.”
Lo storico Rosario Termotto, nella sua relazione ha evidenziato l’importanza dei numerosi studi di Tommaso Gambaro nell’ambito della produzione storiografica inerente la ceramica di Collesano che ha nello studioso madonita il suo “scopritore” che ha saputo inserirla in un dibattito più ampio di quello strettamente locale.
Infine, il relatore ha sottolineato: “Gambaro guarda al futuro e si apre a nuove forme espressive e produttive che sappiano coniugare la fedeltà alla tradizione con un linguaggio attento al presente che punti sul design contemporaneo”.
La sobrietà dei manufatti, la sintesi tra funzionalità e apparato decorativo ci permettono oggi di individuare meglio il percorso compiuto nel tempo dai maestri ceramisti, e di inserire a pieno titolo quell’artigianato dello stile di murca collesanese nello spazio assai ampio della rilettura della tradizione, da cui ripartire per un’idea di sviluppo agganciato al terzo millennio.
Nel suo intervento l’autore Tommaso Gambaro spiega: “Le riflessioni possibili oggi sulla ceramica di Collesano iniziano dal superamento delle distinzioni tra artigianato e arte, tra anonimato di bottega e autorialità, arti maggiori e arti minori, per procedere su un progetto che faccia sintesi del passato e si apra ad un dialogo tra tradizione e innovazione, sostenibilità, qualità dei materiali, territorialità, nella consapevolezza della condivisione dei linguaggi, dell’interconnessione ormai sistemica con cui si conoscono, trasmettono esperienze professionali un tempo circoscritte a spazi più ristretti.”
Infine afferma: L’appartenenza di questo territorio al Madonie Unesco Global Geopark può essere certamente un volano di crescita del settore. Un meccanismo fondamentale per l’economia locale.”
L’ultima opera di Gambaro – Catalogo Collesano – ha illustrato i punti forti che consistono in un esame approfondito dell’identità della ceramica locale attraverso una pertinente lettura dei segni più significativi che ne connotano gli aspetti formali e cromatici. Di notevole valore è apparsa pure la convincente ricostruzione del catalogo delle opere del maiolicaro più rappresentativo, quel Filippo Rizzuto che nel secondo Seicento, trasferitosi da Palermo nelle Madonie mettendo casa e famiglia a Collesano, ha ampiamente prodotto una vasta gamma di splendidi manufatti, presenti fino a oggi in prestigiose collezioni museali.