Castelbuono, il PD chiede la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini concessa nel 1924

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Il locale circolo del Partito Democratico, coerentemente ai suoi valori e nel rispetto della sua tradizione, lo scorso 22 febbraio, ha presentato e posto all’attenzione dei gruppi consiliari di Castelbuono una proposta di delibera di Consiglio Comunale avente come oggetto “Revoca deliberazione del Consiglio comunale del 23 maggio 1924: Conferimento della cittadinanza onoraria a S.E. On. Mussolini“.

“Tale iniziativa forte – scrivono i promotori – particolarmente sentita e più volte sollecitataci, intende riproporre e riportare in auge un dibattito che, in questo preciso momento storico, acquista una valenza molto più che simbolica e ideologica assumendo i tratti della contemporaneità e necessità.

Abbiamo ritenuto, prima di rendere nota e divulgare pubblicamente la nostra iniziativa, di procedere coinvolgendo e investendo direttamente della questione i gruppi consiliari che abbiamo incontrato negli scorsi giorni, i quali, in virtù del loro ruolo in Consiglio Comunale, sono nelle condizioni di portare in tale sede istituzionale la discussione sul punto.

Cogliamo l’occasione, quindi, per ringraziare tanto il gruppo di maggioranza quanto il gruppo di minoranza per la disponibilità a discutere della proposta. La scelta di proporre tale iniziativa proprio adesso non è affatto casuale.

A quanti potrebbero obiettare che la questione non è attuale, utile o contingente, rispondiamo che non solo tale iniziativa non preclude il soddisfacimento di più concrete esigenze della cittadinanza bensì si pone in continuità con un sempre più presente sentimento di cambiamento e rivendicazione dei primari diritti civili e umani.

Nelle scorse settimane, diversi fatti di cronaca hanno assunto il carattere di veri e propri rigurgiti illibertari; condotte repressive delle libertà di espressione o apologetiche di consuetudini fasciste non sono state condannate dall’attuale governo che, per quanto di matrice destra-centro, non può consentire e tollerare tali fatti, dovendo porsi nel solco del rispetto delle garanzie costituzionali.

Quest’anno, inoltre, ricorre il centesimo anniversario del barbaro assassinio dell’On. Giacomo Matteotti, segretario politico del Partito Socialista Unitario, rapito e ucciso il 10 giugno 1924 perché aveva denunciato i brogli elettorali e le violenze fasciste, assassinio di cui lo stesso Mussolini si assunse la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto avvenuto.

Al contempo, ricorre il centesimo anniversario del conferimento della cittadinanza onoraria di Castelbuono a Benito Mussolini, allora Presidente del Consiglio dei Ministri e Duce del fascismo, con deliberazione del Consiglio Comunale del 23 maggio 1924.

Due eventi storici che si comprende bene, in sede di valutazione storica postuma e retrospettiva, confliggono fortemente coi valori della nostra Costituzione e gli ideali di libertà, uguaglianza, pace, non violenza, giustizia, tolleranza, rispetto di tutte le culture, fedi, tutela e garanzia dei diritti universali degli uomini, delle donne e dei fanciulli a cui devono conformarsi tutte le azioni amministrative e la buona gestione della cosa pubblica, richiamati giustamente anche nel nostro Statuto Comunale.

Approvare la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini è un gesto coraggioso che non vuole avere l’intento di cancellare la Storia, bensì assume il fine e lo scopo di riaffermare i valori della democrazia, della libertà, dell’antifascismo, con l’auspicio, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, di sapere sempre trarre insegnamento dagli eventi storici per la costruzione di un futuro libero e giusto.

Noi siamo fortemente convinti che, in un momento storico-sociale così complesso e in cui rischiano di riaffiorare pericolosi rigurgiti illibertari, sia un dovere morale collettivo quello di preservare l’avvenire da problematici ritorni al passato, seppure in forme diverse. È chiaro che il fascismo, inteso come regime, non tornerà a riaffermarsi ma è preoccupante che moltissimi (anche esponenti di governo) non abbiano del fascismo un’opinione negativa e si rifiutano di condannarlo o, peggio, provano un certo imbarazzo a definirsi antifascisti, nonostante la nostra Costituzione sia massima espressione dell’antifascismo.

Il Consiglio Comunale di Castelbuono, oggi, in nome dello spirito di condivisione democratica, recupererebbe una occasione significativa e si allineerebbe ad altre esperienze di civici consessi che hanno già proceduto alla revoca in parola, inoltre mostrerebbe coerenza e continuità rispetto all’azione intrapresa con la Delibera di Consiglio Comunale n. 59 del 21 dicembre 2021, con la quale è stata conferita la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto.

Non dimentichiamo, inoltre, che in sede parlamentare sono in discussione iniziative di legge che intendono revocare i più alti riconoscimenti conferiti a Mussolini e non si possono trascurare i tentativi di riforma costituzionale in chiave autoritaria volte ad affermare il principio del premierato forte riformulando la natura parlamentare della nostra democrazia.

La nostra proposta di delibera che abbiamo sottoposto ai gruppi consiliari, e che è suscettibile di implementazione, vuole deporre in tal senso e vuole sintetizzare quanto premesso.

Auspichiamo che il prossimo 23 maggio possa celebrarsi un Consiglio Comunale aperto in cui venga discusso all’ordine del giorno tale proposta e che tale evento possa inserirsi nel più complesso e vasto quadro di iniziative politiche e culturali che, come proposto dal movimento della “Costituente per la Castelbuono di domani”, partendo dal 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione, fino al 10 giugno prossimo, centenario dell’ uccisione di Giacomo Matteotti, vedano coinvolte e unite tutte le forze politiche, le realtà associative e giovanili castelbuonesi, senza dimenticare le istituzioni scolastiche, insieme all’A.N.P.I. nelle sue varie articolazioni territoriali.

Il Partito Democratico di Castelbuono è presente nel dibattito politico, sociale e culturale e mira a fungere da punto di sintesi, incontro e convergenza in nome del valore della condivisione, del confronto e del dialogo costruttivo”.

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