Montemaggiore Belsito, le “eroiche virtù” del Servo di Dio Mercurio Maria Teresi

Martedì, 13 Aprile 2021 21:36 Scritto da  Pubblicato in Montemaggiore
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Il 17 marzo 2021, Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Durante l’incontro il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti: Le virtù eroiche del Servo di Dio Mercurio Maria Teresi, Arcivescovo di Monreale.
Mercurio Maria Teresi nacque il 10 ottobre 1742 a Montemaggiore Belsito. Intorno ai 10 anni fu inviato a Palermo per studiare presso il Collegio Massimo dei Gesuiti. Entrato in Seminario, venne ordinato presbitero il 21 settembre 1765, per la Diocesi di Cefalù. Nel 1766, entrò nella Compagnia di Gesù ma ne uscì l’anno dopo, a causa dell’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia. Rientrato in Diocesi, fu assegnato alla Comunità del Seminario di Cefalù quale Direttore Spirituale e Professore di Teologia Morale.
Nel 1769 cominciò a dedicarsi alle Missioni popolari, che lo portarono, per circa quarant’anni, in svariati luoghi della Sicilia per annunciare la Parola di Dio ed amministrare i Sacramenti. Per l’amministrazione della Confessione, ricevette la facoltà di ascoltare i penitenti di entrambi i sessi e di assolvere i casi riservati.
Diede alle stampe vari libri su tematiche spirituali, pastorali e morali. Nel 1796, fu nominato Canonico della Chiesa Metropolitana di Palermo e, l’anno successivo, Parroco di Montemaggiore Belsito.
Per la sua fama di pastore zelante e virtuoso, nel 1799, il Re Ferdinando III di Borbone e la Regina Carolina lo chiamarono a Corte quale Predicatore e Confessore.
Nel 1802, il Servo di Dio venne nominato Arcivescovo di Monreale, ricevendo l’ordinazione episcopale il 3 giugno dello stesso anno. Le logoranti fatiche apostoliche avevano però sfinito la sua fibra e limitarono molto la sua azione pastorale.
L’11 aprile 1805, dopo aver celebrato in Cattedrale la Santa Messa in Coena Domini ed essersi particolarmente stancato pronunciando una fervorosa omelia, venne colto da un malore. Morì a Monreale il 18 aprile 1805.
Il Servo di Dio esercitò la virtù teologale della fede in grado eroico, coltivando la sua vita spirituale soprattutto con l’Eucarestia, celebrata e adorata, con l’amore a Gesù Crocifisso, con la preghiera e con una profonda devozione verso la Madonna e i Santi. Fin dall’infanzia, visse alla presenza del Signore, per adorarlo e per servirlo. Con queste disposizioni, diventato sacerdote, si distinse per lo zelo non comune manifestato nella propagazione della fede in ogni periodo della sua vita, dedicandosi alla predicazione senza risparmio di energie, dichiarandosi pronto a morire per la causa del Vangelo
La sua vita di fede era abitualmente accompagnata dalla speranza e dalla carità, praticate in grado non comune e in un contesto culturale non favorevole alla Chiesa Cattolica, caratterizzato dal Dispotismo illuminato, dal Giurisdizionalismo e dall’Illuminismo. Di fronte alle difficoltà, il Servo di Dio confidò sempre nella Divina Provvidenza, sentendosi un umile servitore di Cristo e della Chiesa, annunciatore del Regno, con lo sguardo costantemente rivolto alla Vita eterna. La speranza gli diede l’energia necessaria per il suo intenso apostolato missionario. Sopportò con saldezza d’animo le fatiche delle tante missioni predicate in diverse località.
Circa la carità eroica, il Servo di Dio generosissimo, elargiva i suoi averi alle persone indigenti, tenendo per sé solo il necessario. Non voleva denaro per la predicazione e, se ne riceveva, lo donava prontamente e volentieri ai poveri. Si comportò abitualmente in modo caritatevole anche verso coloro che gli erano ostili.
Fonte: Congregazione delle Cause dei Santi-
Santi Licata

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