I Mille di Garibaldi e internet: l’appassionante storia dell’archivio Giuseppe Caimi

Lunedì, 18 Gennaio 2021 18:53 Scritto da  Pubblicato in Sicilia
Vota questo articolo
(2 Voti)

Qualche giorno fa è comparsa sulla stampa la notizia della digitalizzazione delle schede biografiche degli italiani che parteciparono alle tre guerre d’Indipendenza e alla presa di Roma: con l’uniforme dell’Esercito Sardo-Piemontese nel 1848 e nel 1859,

in forza al Regio Esercito Italiano nel 1866 e nel 1870. A trasferire online il contenuto dei centotrentasette registri cartacei custoditi al Museo del Risorgimento di Milano, sono un centinaio di studenti liceali di Piemonte e Lombardia, alle prese con ben seicentottantamila nomi. Qualcosa del genere è già accaduto anche in Sicilia, con i Mille di Garibaldi; ed è una storia entusiasmante, che comincia quando internet ancora non era stato manco pensato.
Un’avventurosa indagine storiografica, insegnanti e alunni che sfidano uniti le distanze, un archivio che prende consistenza, più generazioni che s’incontrano, istituzioni che cooperano, il Risorgimento che diventa fonte di educazione alla Storia, alla ricerca, alla cittadinanza. Tutto ha inizio a Marsala, città dello sbarco garibaldino, nei primi aspri anni del secondo dopoguerra, dall’intuizione e dalla passione garibaldina di un insegnante elementare marsalese: Giuseppe Caimi (nella foto al centro con i suoi alunni).

Il Maestro dei Mille
La fine della seconda guerra mondiale trovò il maestro Caimi a Marsala, dove era nato il 3 maggio 1906, titolare nella Scuola Elementare “G. Lombardo Radice”. Aveva trentanove anni quando furono emanati nel 1945 i nuovi programmi scolastici ministeriali in una Nazione tutta da rifare, in una Sicilia più che mai affamata di pane e di lavoro. L’Italia adulta aveva sicuramente bisogno della ricostruzione ma l’Italia bambina aveva certamente bisogno di riconnettersi con la quotidianità, di ricollegarsi alla normalità, di ritrovarsi nella condivisione. Tra le attività didattiche proposte dai programmi ministeriali vi era quella della corrispondenza interscolastica, suggerita per l’insegnamento della Storia. È da questa combinazione di suggerimenti e bisogni che nasce nel maestro Caimi una formidabile idea: connettere le scuole, le città, gli alunni del Paese mediante la Storia. Nell’Italia liberata dal secondo Risorgimento, nella Sicilia graffiata dal separatismo, quale altro evento storico poteva riconnettere gli italiani, i siciliani, se non l’audace sbarco nell’Isola delle mille Camicie Rosse venute da ogni dove? Si trattava di ripetere a ritroso quel percorso: partire a bordo di una lettera da Marsala verso le mille destinazioni da cui erano provenuti nell’Isola i volontari del Generale e scovare informazioni su di essi. Così, per quasi trent’anni, quando gli alunni del maestro Caimi giungevano alla classe quinta (ma talvolta anche prima), diventavano i protagonisti di una missione impossibile. Dovevano localizzare i luoghi in cui erano nati e vissuti i volontari in camicia rossa e poi spedire per posta ai loro compagni della locale scuola elementare una lettera contenente un questionario sulla vita, gli studi, il lavoro, le vicende politiche, militari e familiari del garibaldino oggetto dell’indagine. Una sola traccia da seguire: le fotocopie dell’elenco dei 1.089 garibaldini pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 266 del 12 dicembre 1878.
Lettera dopo lettera, questionario dopo questionario, notizia dopo notizia, anno dopo anno, iniziò a prendere forma un vero e proprio archivio. Ben presto la corrispondenza scambiata tra gli alunni e tra gli insegnanti delle scuole coinvolte fu incrementata dagli epistolari con i discendenti dei mille garibaldini. Poteva capitare che i destinatari delle missive spedite dagli alunni del maestro Caimi sconoscessero che la propria città avesse dato i natali a uno dei mille volontari di Garibaldi; da qui intestazioni di strade e piazze, collocazione di lapidi, inaugurazione di monumenti. Man mano che lo scambio epistolare s’infittiva e diffondeva, andava acquisendo sempre più popolarità tanto che il maestro Caimi arrivò perfino a essere intervistato nel 1966 dalla Televisione Nazionale e, da allora in poi, fu spesso invitato come «Maestro dei Mille» in programmi radiofonici e televisivi e anche in convegni di studio.
L’ultima intervista il maestro Caimi la concesse a Giorgio Bocca e fu pubblicata sul giornale “La Repubblica” l’11 maggio 1982. Morì poche settimane dopo: l’8 giugno. Singolare coincidenza della storia: sei giorni prima era stato celebrato il centesimo anniversario della morte di Garibaldi.
Elio Piazza, Direttore scolastico in pensione, che di Caimi fu anche grande amico, ha ricordato che «sul piano motivazionale dell’apprendimento, l’iniziativa non poteva che tradursi in un successo. La cura nel preparare le lettere da inviare, le domande da porre tramite un articolato questionario, le destinazioni geografiche da individuare per possibili riscontri sui garibaldini che parteciparono alla spedizione, determinavano una viva partecipazione degli alunni, singolarmente o per gruppi, ma anche, di riflesso, di genitori e nonni, ed una ansiosa attesa di notizie e materiale».
Va immaginato lo spettacolo di questa ricerca collettiva, laboriosa, giocosa, dentro e fuori le aule scolastiche, con i bambini che si accalcano sui banchi per elaborare lettere e disegni, selezionare il materiale trovato, dibattere con i propri insegnanti, soddisfatti per la missione compiuta. Così come va immaginata l’espressione esteriore e il sentimento interiore di quei maestri elementari alla lettura delle lettere dei colleghi e alla vista del materiale setacciato dagli alunni. Lo spettacolo della ricerca e della didattica; la Storia finalmente viva, disseppellita dall’accademismo e liberata dalla noia.
Il prodotto di questa straordinaria interconnessione didattica e storiografica è dispiegato in ben novemila fogli, tutti manoscritti, riguardanti non solo le biografie dei Mille sbarcati a Marsala l’11 maggio 1860 ma anche l’insurrezione marsalese del precedente 7 aprile.

L’archivio Caimi
Novemila pagine manoscritte di storia locale e nazionale raccolte in quarantadue grosse carpette, un registro, due volumi. Quattro carpette sono dedicate ai garibaldini di Marsala e agli eventi che precedettero e seguirono lo sbarco di Garibaldi; due carpette contengono notizie e documenti sulla storia di Marsala dal 1848 al 1982. Vi sono poi gli epistolari tenuti da Caimi con le scuole, con i discendenti di Abba, Bixio, Sirtori, con insegnanti, storici, giornalisti, esperti e cultori di storia locale. C’è inoltre una serie di quaderni che riportano la trascrizione manuale dei testi di centinaia di epigrafi storiche di Marsala; e anche dei cimeli garibaldini attualmente esposti nel Civico Museo Risorgimentale Garibaldino “Giacomo Giustolisi”.
I documenti delle quattro carpette che si riferiscono ai garibaldini marsalesi sono già stati consultati per la pubblicazione del volume “Le camicie rosse di Marsala”, curato da Salvatore Ierardi e pubblicato nel giugno 2002 dal Centro Internazionale di Studi Risorgimentali e Garibaldini, avente sede a Marsala. Il libro raccoglie la descrizione dei fatti che accaddero prima e dopo lo sbarco dei Mille, le trascrizioni di tutti gli atti processuali sull’insurrezione antiborbonica del 7 aprile 1860, le schede biografiche dei marsalesi che seguirono Garibaldi nel maggio 1860 e nel luglio 1862.
Il resto dell’Archivio si compone di tutte le informazioni raccolte per ciascuno dei 1089 patrioti partecipanti alla spedizione garibaldina. Tutte notizie inedite trascritte a penna su fogli protocollo, corredate da fotografie o disegni di luoghi, personaggi, monumenti e da copie di antichi giornali. Tutto materiale che ricostruisce pezzi di vita dei personaggi garibaldini; materiale raccolto e spedito da alunni, discendenti, conoscenti e addirittura Sindaci e Segretari Comunali che il maestro Caimi e i suoi alunni riuscirono a coinvolgere e mobilitare. Rileggere oggi quelle pagine trascritte a mano e firmate da alunni e alunne delle mille scuole e città italiane messe all’opera, è davvero emozionante.
Nel 1998 l’immenso archivio cartaceo fu donato dalla famiglia del maestro Caimi alla Città di Marsala. L’anno dopo l’Amministrazione Comunale stabilì di affidare l’Archivio Caimi al Centro Internazionale di Studi Risorgimentali e Garibaldini, appena istituito a Marsala.

Le vicende successive
Nel 2010, in occasione del Centocinquantesimo anniversario della spedizione garibaldina in Sicilia, il Centro Internazionale di Studi Risorgimentali e Garibaldini, in collaborazione con gli alunni delle scuole di Marsala, iniziò la digitalizzazione del materiale cartaceo riguardante le biografie dei 1089 garibaldini. Cominciò così una nuova avventura didattica, storiografica e anche informatica. Sotto la guida dello staff del Centro, appositamente istituito e formato da Elio Piazza, Nino Marino e Francesco Paolo Giannone, l’opera di digitalizzazione fu terminata nel 2012.
Il 12 maggio 2013, in occasione della commemorazione del trentesimo anniversario della morte del Maestro dei Mille, il Centro Internazionale di Studi Risorgimentali e Garibaldini organizzò una manifestazione pubblica in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Marsala. All’evento parteciparono non soltanto i numerosi ex alunni del maestro Caimi ma anche tanti ex alunni venuti da varie parti d’Italia e che, con le loro lettere di risposta ai coetanei marsalesi, avevano contribuito a creare questo prezioso capolavoro della didattica e della storiografia risorgimentale. Parteciparono anche molti sindaci delle città natali delle Camicie Rosse e presenziò Giuseppe Garibaldi, pronipote del Generale. Nel corso dell’evento, in un affollato salone del Complesso Monumentale San Pietro di Marsala, fu resa pubblica la messa online dei documenti digitalizzati riguardanti i 1.089 volontari garibaldini. Nel nome del Risorgimento siciliano e garibaldino, la generazione internet s’incontrava così con la generazione carta e penna, nell’eterno ritorno e ricordo della Storia.
In questo incontro di generazioni è possibile intravedere il frutto di quel “mestiere di storico” svolto dal maestro Caimi con originalità; è forse possibile vedere il prolungamento del Risorgimento come valore fondativo dell’identità etica e civile della nostra Repubblica.

I Mille online
A Giuseppe Caimi la Città di Marsala ha intitolato una via e una scuola. Due opere ricordano il suo profilo biografico: “Giuseppe Caimi. Il Maestro dei Mille”, di Elio Piazza, pubblicato nel 1998 e in edizione ampliata nel 2010; “Giuseppe Caimi il Maestro dei Mille. La nuova Italia nell’epistolario del Generale Giuseppe Garibaldi e dei suoi garibaldini”, di Giovanni Ferrara, pubblicato nel 2016.
L’Archivio dei Mille del maestro Caimi è liberamente accessibile sul sito del Centro Internazionale di Studi Risorgimentali e Garibaldini: www.centrogaribaldino.it. Da qui, cliccando sulla sezione “Biografie dei Mille”, comparirà un elenco numerato di 1.089 nomi in ordine alfabetico.
Il primo nome è quello di Giuseppe Cesare Abba, l’autore delle celebri “Noterelle d’uno dei Mille”, il cui fascicolo si compone di sessantadue pagine in quanto contiene fra l’altro alcune lettere della figlia Nella al maestro Caimi e agli alunni.
L’ultimo nome della lista è quello meno noto di Enrico Matteo Zuzzi. Nella pagina a lui dedicata si apprende, tra le altre cose, che nacque a Codroipo, provincia di Udine, il 19 febbraio 1838; che partecipò alla spedizione in Sicilia e fece tutta la campagna del 1860; che al termine riprese gli studi e si laureò in Medicina e Chirurgia; che l’11 maggio 1910, per le celebrazioni del Cinquantesimo anniversario dell’impresa garibaldina, la Città di Marsala gli conferì la cittadinanza onoraria; che morì all’età di 83 anni, l’11 novembre 1921.
Il fascicolo risulta compilato in due tempi: con notizie fornite dall’alunna Maria De Nobili, classe V mista, Codroipo, anno scolastico 1963-64; e dall’alunno Guido Cardini, classe V mista, Codroipo, anno scolastico 1966-67.
Nella scheda si legge pure un appunto al Prefetto, datato 1871 e redatto dai Regi Carabinieri, nel quale è scritto che Zuzzo, «sebbene non abbia commesso nel passato atti contrari all’onestà tuttavia la sua condotta in linea politica è contraria all’attuale ordine di cose». Dalle notizie fornite dagli alunni, infatti, si apprende che Zuzzo fu amico di Giuseppe Mazzini e membro del Partito d’Azione. Attingiamo dunque, da questo straordinario archivio storico, un altro elemento di conferma di quel drammatico conflitto politico tra democratici e liberali che caratterizzò il Risorgimento e i cui esiti si riverberano tragicamente sul presente più di quanto non sembri. Un motivo in più per apprezzare il patrimonio archivistico del Maestro dei Mille.
Michelangelo Ingrassia

L'Archivio Caimi



Lettera di risposta di un alunno agli allievi del maestro Caimi