Termini Imerese, l’Associazione Spartacus denuncia la scarsa sicurezza nel cantiere di pulitura della Serpentina

Martedì, 23 Luglio 2019 09:52 Scritto da  Pubblicato in Termini Imerese
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Con una nota inviata ai Carabinieri, alla Polizia, ai Vigili Urbani e al Commissario straordinario del Comune di Termini Imerese, l’Associazione Spartacus ha denunciato che nel cantiere di lavoro di via Serpentina,

dove erano impegnati gli operatori ecologici per la pulitura dei bordi della strada, si registrava l’inesistenza della relativa segnaletica di pericolo che metteva a serio rischio l’incolumità fisica degli operai. Scrive il Presidente Ferrara nell’esposto: “I lavoratori indossavano la tuta da lavoro per Operatori Ecologici e scarpe anti infortunistica; correvano comunque un grave rischio per la loro incolumità a causa della totale assenza della segnaletica stradale, la quale deve indicare il pericolo per lavori in corso come riportato nella Gazzetta Ufficiale n.37, del 13 febbraio 2019, il decreto del Ministero del Lavoro, del 22 gennaio 2019, Individuazione della procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare. Decreto che individua i criteri generali di sicurezza ai sensi dell’art. 161, comma 2-bis, del Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.   
In mancanza della segnaletica gli stessi operatori ecologici erano costretti a regolamentare il traffico, interrompendo il loro lavoro per evitare che nei punti ciechi della via, si potessero verificare scontri frontali tra veicoli in transito in entrambe le direzioni o di essere investiti.
L’Associazione Spartacus ha chiesto alle autorità competenti “di indagare in merito a quanto da me esposto, di interpellare la ditta Dusty Srl, responsabile della raccolta dei rifiuti e della pulizia delle strade della città di Termini Imerese per dare una valida giustificazione, se mai c’è ne fosse qualcuna, per non avere ottemperato, quanto è a suo carico, per la tutela e l’incolumità dei lavoratori che operavano in quei luoghi indicati sopra”.

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