Termini Imerese, alunni del Cpia visitano la mostra "La rosa bianca" e scrivono una lettere al dirigente scolastico della Tisia d'Imera per dire grazie

Venerdì, 22 Marzo 2019 21:05 Scritto da  Pubblicato in Termini Imerese
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Gli alunni  del Cpia Palermo 2 hanno visitato lo scorso mese la mostra "La rosa bianca" che racconta la storia di alcuni studenti universitari tedeschi che si opposero al regime nazista.

Per ringraziare dell’opportunità che gli è stata offerto hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettere al dirigente scolastico della scuola Tisia d'Imera.

Gentile Dirigente,
siamo i ragazzi del Cpia Palermo 2, secondo periodo didattico. Un mese fa, martedì 26 febbraio, siamo stati nella vostra scuola per visitare la mostra "La rosa bianca". Questa visita è stata proposta dal nostro insegnante di storia nell’ambito delle attività di educazione alla cittadinanza della nostra scuola.
La nostra scuola infatti ci educa ad alcuni valori fondamentali come il valore della persona, il valore della libertà, il valore della diversità, il valore della democrazia. Per questo la nostra Dirigente Patrizia Graziano e la Coordinatrice Flavia Quagliana hanno deciso di farci vedere la mostra organizzata nella vostra scuola: vorremmo raccontare questa esperienza perché abbiamo imparato cose molto importanti.
Per prima cosa vogliamo ringraziarvi per aver permesso a noi di visitare la mostra. Questa mostra è stata molto significativa per noi. La mostra “La rosa bianca” parla del nazismo in Germania, cioè del periodo di Hitler, e di alcuni ragazzi che hanno lottato contro Hitler e il suo regime, per liberare il popolo tedesco.
La “Rosa bianca” è un gruppo di ragazzi tedeschi che studiano medicina all’università di Monaco. In particolare, scrivono dei volantini nel 1943, in piena Seconda guerra mondiale (iniziata nel 1939). In questi volantini i ragazzi scrivono quanto Hitler sia disumano, scrivono che il regime di Hitler non tratta bene il popolo tedesco perché il popolo tedesco non ha libertà.
Questi ragazzi scrivono nei loro volantini i crimini che Hitler sta compiendo, per invitare i tedeschi a ribellarsi al nazismo; per non essere scoperti nelle loro lettere non scrivono i propri nomi, ma firmano con il nome “La rosa bianca”.
Vengono tuttavia scoperti, arrestati e processati. Il tribunale nazista fa decapitare tre ragazzi nello stesso giorno, il 22 febbraio 1943.
Di questa storia ambientata nel nazismo, ci ha colpito molto come i ragazzi della “Rosa bianca” abbiano lottato per liberare il popolo tedesco dalla cattiveria di Hitler. Molti di questi ragazzi hanno sacrificato la loro vita per la libertà. Oggi i tedeschi hanno libertà anche grazie al loro sacrificio. Ci è piaciuto anche come  abbiano lottato per liberare il loro popolo senza prendere armi e senza violenza. Hanno lottato nella maniera migliore.
Nella mostra abbiamo fatto molte domande che ci hanno aiutato a capire meglio la storia. Siamo molto contenti di tutto quello che ci è stato raccontato e siamo contenti per i ragazzi della vostra scuola, perché hanno imparato bene l’italiano e la storia. Vorremmo fare i complimenti ai vostri alunni per la capacità che hanno avuto di imparare bene la storia di Hitler e del nazismo.   
Da adesso, noi vogliamo sempre ricordare i ragazzi della “Rosa bianca”. In particolare, il 22 febbraio ricorre l’anniversario della loro morte. Ed è giusto che noi commemoriamo questi ragazzi che sono morti per liberare il popolo tedesco, perché loro i loro testi e le loro vite parlano di libertà e mostrano che senza la libertà non c’è neanche la felicità: la lotta per la libertà è quindi lotta per la felicità e per la pace eterna.
In conclusione, vogliamo di nuovo dire grazie ai ragazzi della scuola Tisia anche per la passione con cui ci hanno accolto e ci hanno spiegato la mostra.
Grazie agli insegnanti ed educatori che li hanno guidati: alla prof.ssa Migliorisi, a Maria Concetta Buttà.
Un grazie anche al nostro professore, alla Dirigente del Cpia e alla Coordinatrice del nostro Punto di erogazione per averci dato questa opportunità.
Sheriff, Alagie, Aruna, Mamadou

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